La vicenda da alcuni mesi sta interessando i territori dei colli, del monselicense e dell’estense sul progetto di “Revamping” della Italcementi di Monselice e ha aperto una discussione ampia anche all’interno del nostro partito.
Nelle ultime settimane Il Partito Democratico ha intensificato i suoi approfondimenti e si sono svolti più incontri.
Il primo si è tenuto a Baone, giovedì 18 novembre u.s, convocato dai coordinatori delle aree Abano-Colli, Monselicense, Estense alla presenza di numerosi segretari locali, rappresentanti del Pd nell’Ente Parco Colli. Erano presenti il segretario Provinciale Federico Ossari e il capogruppo in Provincia di Padova Fabio Rocco ed è emersa, alla luce delle considerazioni offerte dagli amministratori e dai dirigenti locali del Partito Democratico, in modo inequivocabile una contrarietà al progetto e alla incompatibilità dell’attività della cementeria all’interno dell’area del Parco Colli.
Sabato 20 novembre in un altro incontro convocato dal Segretario Prov. Federico Ossari con i nostri eletti e i rappresentanti ai vari livelli (nazionale, regionale, provinciale e locale, parco colli, coordinatori di zona), è stata ulteriormente approfondita la questione.
Dopo una lunga ed appassionata discussione, a larga maggioranza è stata espressa contrarietà al progetto, adducendo queste motivazioni:
1. Il Parco dei Colli Euganei è un valore sul quale fondare uno sviluppo compatibile e coerente con le sua istituzione e le sue finalità. Il rispetto della legalità passa anche attraverso comportamenti e scelte coerenti con la Legge Regionale istitutiva del Parco Colli e con quanto disposto dalle norme del Piano Ambientale (Legge anche questa della Regione Veneto).
2. Il progetto Revamping dell’Italcementi confligge con l’art. 19 del Piano Ambientale del Parco Colli e la Commissione Tecnica del Parco lo ha bocciato in quanto lo stabilimento insiste nel perimetro del Parco. Nel merito, la conclusione sopra riportata appare fondata su una lettura delle norme. Infatti al comma 1 dell’art. 19 delle NTA le cementerie sono elencate tra gli impianti che sono da considerare “incompatibili con le finalità del Parco”. Tutta l’impostazione delle norme riferite alle cementerie è conseguente a questa prescrizione di partenza, per cui convenzioni e accordi di programma sono chiaramente indirizzati a cercare di attivare delle modalità in grado di portare, con possibili diversi percorsi, all’obiettivo della “dismissione”, o della “riconversione”, o della “rilocalizzazione”.
3. Va messo inoltre in particolare evidenza che la scelta fatta per le cementerie è coerente con l’impostazione di fondo del Piano Ambientale, di confermare l’obiettivo della totale chiusura delle cave, anche di quelle che alimentano i cementifici (obiettivo ormai praticamente raggiunto), ma anche, se non soprattutto, con riferimento alla scelta qualificante che sta alla base di tutto il Piano e che viene evidenziata proprio come primo punto all’inizio della Relazione illustrativa del Piano stesso. Cioè l’obiettivo di “spostare l’attenzione dal ‘cuore’ del Parco alla sua periferia”, vale a dire dall’area centrale proprio all’area pedecollinare dove da una parte “si manifestano i principali problemi, i conflitti e le incompatibilità che occorre affrontare per assicurare effettivamente la salvaguardia del Parco”, ma dove d’altra parte “si profilano anche le maggiori opportunità per promuoverne la valorizzazione e la corretta utilizzazione”.
4. Si ritiene che sia prerogativa di ogni forza politica lungimirante prefigurare uno sviluppo che salvaguardi la salute e che sia basato sulla valorizzazione delle enormi ricchezze storiche, monumentali, ambientali e paesaggistiche che i nostri territori posseggono e che finora è stata fortemente penalizzata e compressa dalle esigenze di una economia che si è basata soprattutto sulla distruzione dei colli Euganei, in passato, e al presente su un inquinamento pesantissimo dato dalla presenza nel raggio di pochi chilometri di ben tre cementifici e da un traffico veicolare pesante che non ha eguali nella nostra Provincia.
5. Il Revamping ha il valore di una forte ipoteca sul tipo di sviluppo futuro per l’area in cui viviamo e sulla salute dei cittadini. Infatti la riduzione dell’inquinamento annunciata, comporterà comunque per innumerevoli anni il perdurare, anche se a livelli ridotti, di un inquinamento altissimo. Viene richiesta ancora una volta alla Provincia e alla Regione, che hanno avuto ed hanno la responsabilità della programmazione della nostra area, di istituire urgentemente con Parco Colli, Comuni interessati, OO.SS., Associazioni di categoria un tavolo di lavoro, per verificare e/o costruire proposte alternative condivise, per avviare una lungimirante politica occupazionale per la bassa padovana, con l’obiettivo anche di verificare l’opportunità condivisa di addivenire ad un accordo di programma per la riconversione urbanistica-ambientale-turistica dell’area.
7. Vi è la consapevolezza che la ricerca di uno sviluppo eco-sostenibile coerente con la vocazione del nostro territorio non può prescindere dalla tutela dell’occupazione attualmente in essere. I posti di lavoro devono essere salvaguardati. Pertanto Regione, Provincia, Parco Colli e Comuni interessati devono attivarsi per promuovere la ricerca di alternative occupazionali, favorendo la realizzazione di progetti nella nostra area, sui quali non mancherà l’impegno e la collaborazione del Partito Democratico. In questo senso si invitano i nostri consiglieri regionali e rappresentanti in Parlamento a predisporre proposte di legge concertate con il territorio per promuovere l’occupazione nella nostra area e per la riconversione delle aree produttive interessate.
8. La forte criticità dell’occupazione è tra le preoccupazioni del nostro Partito e va attivata ogni iniziativa che miri a tutelare il lavoro e l’occupazione
9. Va recuperato lo spirito delll’accordo espresso nel documento dei 27 sindaci che assumevano la forte contrarietà alla iniziativa della Italcementi e alla salvaguardia e tutela delle aree del Parco Colli nella originaria impostazione del Piano Ambientale. A questo accordo ribadiamo massima coerenza da parte dei sindaci firmatari
Risulta evidente quindi che, a seguito di queste considerazioni e della conseguente posizione ufficiale del Partito di contrarietà al progetto del Revamping, si invitano tutti coloro che hanno responsabilità amministrative o politiche ad attenersi a questa decisione che rappresenta la sintesi espressa dalla classe dirigente del PD.
Il Segretario Provinciale
Federico Ossari
