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Notizie dal Circolo

Postato in Pozzonovo

Il PD a Pozzonovo è il primo partito e a livello nazionale il risultato è stato comunque buono. Mi chiedo se ci si debba limitare al compiacimento di fronte a dei dati soddisfacenti o se sia invece il caso di fare alcune considerazioni per capire dove possiamo migliorare. Propendo decisamente per la seconda ipotesi.
 
Siamo abituati, dopo la tornata elettorale, ad ascoltare dichiarazioni in cui tutti si sentono a loro modo vincitori. Questa volta ci sono stati degli sconfitti eccellenti, tant'è che alcuni segretari di partito hanno addirittura rassegnato le dimissioni.

A mio parere ha vinto sicuramente Berlusconi , ma soprattutto ha stravinto la Lega di Bossi, il quale ha dichiarato che il suo è il nuovo partito dei lavoratori. Numeri alla mano, in Veneto, penso che il "senatur" abbia pienamente ragione e a noi non resta che interrogarci sui perchè (che sono tanti...) di questa tendenza. La sinistra arcobaleno è stata spazzata via, insieme ad altre componenti storiche del Parlamento e questo è un dato significativo oltre che inequivocabile. L’Italia ora come ora, sembrerebbe pendere decisamente a destra.

Tuttavia, non credo che tutto l’elettorato della Lega sia propriamente “di destra”, penso invece che gran parte di esso sia composto da operai, lavoratori dipendenti, piccoli imprenditori che evidentemente si sentono più vicini e più rappresentati da questa formazione politica anziche dal PD o dalla Sinistra. La Lega non è un partito composto da “nobili pensatori”, ma che ha come suoi cavalli di battaglia il federalismo, la maggior autonomia, la sicurezza, riuscendo a farne sue prerogative agli occhi dell’elettorato. La forza del partito di Bossi è la sua semplicità e la capacità di essere efficace nella comunicazione, spesso rude, forzata “ad arte”, condita di espressioni e termini dialettali, sapendo benissimo dove andare a parare e a chi rivolgersi. La Lega ha saputo utilizzare il linguaggio evidentemente più diretto, più assimilabile, dicendo in maniera "forte e colorita" ciò che molti pensano e per decenza spesso non dicono, portando la gente ad identificarsi e a sentirsi più rappresentata.

Non voglio elogiare ne intendo imitare i modi di chi, pur di essere efficace e convincente, usa termini come “rivoluzione” o incita all’uso delle pistole, giustificando l’evasione fiscale etc… Dico che è giusto prendere atto delle preferenze espresse democraticamente dalla gente e capire i perché di queste scelte. Rivolgendomi a chi ha votato per il carroccio, dico che comunque la Lega va a braccetto con il Cavalier Berlusconi, personalità molto lontana dalla vita e dai problemi delle classi medio-piccole e dalle istanze portate avanti dalla Lega stessa. E' utile cercare un approfondimento maggiore per poter fare le valutazioni in modo compiuto. Gli slogan sono degli stimoli piacevoli per l'udito (dato l'appagamento immediato che un'illusione può regalare), ma i problemi richiedono soluzioni articolate, che non si realizzano in un giorno ne si possono riassumere in 3 parole...

Tornando al nostro partito, ribadisco che il risultato non è negativo, anche se è doveroso perseguire con maggiore determinazione e senza imbarazzo l'azione di rinnovamento anche e soprattutto al momento della composizione delle liste: ci vuole (e probabilmente ci voleva...) ancora più coraggio nell’imporre il cambiamento, proponendo figure giovani, capaci, appartenenti al mondo del lavoro, dell’impresa, del sociale, delle associazioni, persone che vivono fra la gente, che conoscono le difficoltà di chi svolge una professione, di chi deve far quadrare il bilancio familiare o di un’attività…
Queste persone vanno (e andavano) inserite nei primi 4 posti delle liste, non al 10! Il ricambio generazionale (non solo in termini anagrafici, ma inteso come anzianità maturata nella vita politica, nel ricoprire incarichi etc…) non è un rischio, ma un investimento utile e necessario. Persone nuove, idee nuove = maggiore entusiasmo, maggior coinvolgimento, maggior consenso. Credo fermamente in questa ricetta!
Dobbiamo riproporci con umiltà, confrontandoci con tutti, offrendo la nostra disponibilità al dialogo. Non ci basta vedere l’attore George Clooney che dichiara il suo appoggio e la sua simpatia al nostro segretario nazionale. La "popolarità riflessa" portata dai VIP non ci serve. Non è il genere di consenso che porta alla vittoria. Dobbiamo recuperare il consenso e la fiducia degli operai, degli studenti, dei piccoli e medi imprenditori, dei pensionati e delle casalinghe. Se sapremo cambiare, rinnovarci, lavorare con la gente, ci riprenderemo per intero il nostro elettorato. Questo deve essere l’obiettivo!

In conclusione, credo che il Partito Democratico sia comunque la vera grande novità della politica italiana. Non dobbiamo sentirci sconfitti ne abbatterci. Abbiamo iniziato un percorso nuovo e importante, in cui dobbiamo continuare a credere. Ora, partendo dai circoli, abbiamo il dovere di trasmettere e diffondere nel modo più efficace le idee e i progetti che tanto ci hanno unito ed entusiasmato in questa campagna elettorale, prolungando il più possibile l'onda positiva di questi ultimi mesi per essere pronti a vincere le sfide che ci attendono in futuro.

Matteo Tognin
Coordinatore Circolo PD - Pozzonovo