Stampa

COVID 19 ED ISTITUZIONI EUROPEE: A CHE PUNTO SIAMO ARRIVATI?

Postato in GIOVANI DEMOCRATICI

In questo periodo continuano a giungere notizie da tutto il mondo riguardanti la diffusione del coronavirus. Nell'Unione Europea a 27 paesi, questo scenario sta suscitando notevole preoccupazione per l'aumento costante dei decessi e del numero di persone che risultano "positive".
All'inizio dell'emergenza, ovvero febbraio 2020, le autorità cinesi avevano lanciato i primi campanelli d'allarme, ma le cancellerie di molti stati non vi hanno dato particolare importanza, eccezion fatta per l'Italia. Proprio essa è stata la prima a capirne la gravità e l'importanza della cosa, adottando sin da subito dei provvedimenti drastici, come la chiusura delle scuole e di altre strutture. In seguito, altri paesi ne hanno seguito l'esempio.
Ma come si stanno comportando le istituzioni Ue in questo momento? Come prima cosa, è importante rimarcare che il Tfue stabilisce chiaramente le competenze dell'Ue e degli stati membri in materia di sanità: la prima ha il compito di salvaguardare la salute dei suoi cittadini, mentre i secondi si occupano della gestione e dell'erogazione dei servizi sanitari nei loro territori.
La Commissione Europea, invece, ha fatto una serie di proposte che il Parlamento Europeo ha prima discusso e poi approvato nella plenaria del 26 marzo scorso. Esse riguardano il sostegno ai vari sistemi sanitari, all'occupazione ed alle aziende in difficoltà economica.
Un ruolo centrale è giocato anche dalla Banca centrale europea, che ha messo sul piatto 750 milioni di euro per un piano di acquisto dei titoli di stato.
Infine, è importante citare il messaggio di David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo: " Al fine di poter salvare i nostri stati, si deve agire comunemente in Europa. Si dovrebbe fare di più. Al giorno d'oggi, la parola chiave in Europa è solidarietà. Nessuno sarà lasciato solo, nessuno agirà da solo".

di Lorenzo Onisto