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Veltroni dialoga con il Nordest

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Promessa alle imprese: meno tasse, ma fate innovazione


PADOVA. Riforma del fisco, nuova legge elettorale maggioritaria e un drastico taglio ai costi della politica. E’ questa la ricetta che Walter Veltroni propone al Nordest, che ribolle contro gli studi di settore e scalpita per il federalismo fiscale. Bagno di folla per il sindaco di Roma che si candida a leader del Partito democratico, prima al Pedrocchi e poi al Centro Papa Luciani. Dialoga con le imprese, ascolta molto, prende nota della richiesta di riduzione delle tasse, promette sgravi a patto che le imprese rispondano con più innovazione, intende coinvolgere alla guida del Pd i colleghi sindaci e i governatori del Nord. Tutti soddisfatti.

«Noi vogliamo continuare ad essere la locomotiva dello sviluppo - dice l’industriale Mario Carraro - il nostro timore è che le incertezze della politica e la contaminazione dell’economia ci sottraggano questa funzione». «C’è urgente bisogno oggi - risponde Walter Veltroni - di uno shock innovativo che scuota il paese, che faccia cadere le ingessature, un’innovazione diffusa che coinvolga le istituzioni. Questa rivoluzione parte da qui». Walter Veltroni ieri sera al Pedrocchi ha fatto un primo assaggio con rappresentanti delle associazioni, politici, amministratori, uomini dei sindacati. La riconquista del Nordest da parte del partito nuovo, il Partito Democratico alla cui leadership il sindaco di Roma si candida, inizierà a settembre e proprio da Padova, città che ha voglia di nuovo. Può partire da qui questo new deal, che per ora è un sogno, ma che lascia aperta la finestra a speranze di realizzazione. Veltroni parla circondato dai timonieri dell’economia padovana, Assindustria, Confcommercio, Confesercenti e da una cintura più esterna di giornalisti. «C’è una nuova filosofia da mettere in circolo, c’è un nuovo rapporto da istituire tra governo e cittadini. Una volta le città erano un disastro, il filtro stretto dei partiti inquinava l’amministrazione. Ora sono migliorate. Come sindaco di Roma ho cercato un rapporto nuovo con la gente, la gente va ascoltata e poi bisogna fare sintesi. Il sindaco oggi ha potere effettivo e ciò gli consente di governare. Non dico che bisogna trapiantare questo modello in una dimensione nazionale, ma occorre comunque coglierne l’efficienza: il govermo decide, ha questo compito, deve poterlo svolgere, la commissione approva o boccia, le Camere approvano o bocciano. Questo in tempi brevi. Il meccanismo va velocizzato. Bisogna guarire dalla malattia del no, i no stratificati che bloccano o eludono la programmazione, bisogna sfoltire le 46 opinioni, giudizi, analisi necessarie per realizzare un’opera pubblica». Veltroni si fa ascoltare, cattura l’attenzione, ha un fascino particolare che si riscontra più negli attori, negli uomini di spettacolo che nei politici. A prescindere dall’età, sulla porta della sala degli Specchi c’è ad attenderlo il regista Mazzacurati, vestito con la trascuratezza dell’artista. Veltroni lo accoglie come un vecchio amico, lo abbraccia, gli scocca un bacio sulla guancia tra lo scoppiettare luminoso delle macchine fotografiche. «La seconda repubblica potrebbe partire da Padova - dice Piero Ruzzante, direttore del gruppo politico dell’Ulivo alla Camera - Certo questo lavoro di fondazione di un partito nuovo e di riconquista del consenso è difficile. Ma Veltroni ce la può fare. Al Lingotto ha buttato giù una sinopia in cui erano racchiuse idee nuove. L’accoppiata con Franceschini, poi, mi sembra un’ulteriore garanzia di successo. Dobbiamo archiviare la politica urlata, aggressiva, dobbiamo imparare a costruire il confronto, dobbiamo essere pronti ad ascoltare. La sinistra deve riconquistare spazi in nome di valori. Non è vero che da un’implosione dei Ds traggano vantaggio gli uomini della sinistra radicale, perdiamo tutti. Ci sono spazi su cui sono possibili convergenze allargate. Ne citerò due: la sicurezza e il federalismo fiscale, potrei aggiungere la politica estera. Ricordo anche che il partito Democratico è l’unico che nell’atto di fondazione sancisca la partecipazione». Peghin, presidente di Assindustria Padova: «Certamente Veltroni ci lascia intravvedere qualcosa di nuovo. Io, comunque, sono qui per capire, per ascoltare». Marina Bastianello, presidente dell’Arci: «Regalo a Walter oltre al libro sui cinquant’anni dell’associazione, il mio intervento fatto nel 1999 quando lui era segretario dei Ds. Allora gli dissi, citando una canzone di Dalla: «Non occorre che sia tre volte Natale e festa tutto l’anno, mi basta molto meno, ma bisogna cambiare lo strumento perché se lo strumento è il martello tutti i problemi sono chiodi». Nicola Rossi, presidente della Confesercenti: «Il primo Prodi a me è piaciuto, ci ha fatto entrare in Europa, ma aveva un’ottima squadra, irripetibile, poi ha perso smalto e forza, ha commesso errori. Ci vuole qualcosa di nuovo. Veltroni mi è piaciuto. E’ uno che sta a sentire e che sa fare sintesi». Fernando Zilio, presidente della Confcommercio, dice: «Siamo stanchi che scendano a Sud treni pieni di denaro e risalgano al Nord pieni di spazzatura. Il federalismo fiscale permetterà una gestione più equa, federalismo corretto, vero». Poi Zilio parla con nostalgia della Padova di una volta quando si poteva girare per strada anche di notte senza paura. «Adesso la mia città va sulle prime pagine dei giornali non per l’eccellenza della sua sanità ma per le aggressioni e le rapine».

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Da Padova la sfida di Veltroni

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Il candidato alla segreteria del Partito democratico stasera al centro Papa Luciani


PADOVA. Il tour ufficiale inizierà a settembre, sempre da Padova; ma già stasera si avrà un «assaggio» della «nuova Italia» che Walter Veltroni e il suo potenziale vice, candidato con lui in ticket alle primarie del Partito democratico, intende proporre agli elettori del Nord e del Nordest, a cominciare dalle riforme, dal federalismo fiscale, dalla riduzione delle tasse, dalla sicurezza nelle città. L’appuntamento è alle 21, nel Centro Papa Luciani, nel quartiere Forcellini.


Veltroni: un Pd che sappia decidere
Meno tasse e burocrazia e lotta severa all’evasione

Quando, accettando l’invito della Fondazione Musica per Roma, abbiamo iniziato a realizzare l’idea di tenere una «lezione» di politica, di fatto abbiamo accettato di affrontare una scommessa: quella di dare corpo e sostanza, attraverso le immagini e le parole di uomini e donne che riteniamo esemplari, all’idea di impegno, di senso civico, di partecipazione. All’idea del farsi carico degli altri, di ascoltare il nostro prossimo per poter proporre soluzioni concrete. In un momento in cui si corre il rischio della disaffezione e della chiusura nell’indifferenza, in cui la partecipazione alla politica dei cittadini è a dir poco sempre meno appassionata, abbiamo provato a tracciare l’orizzonte verso il quale muoversi, abbiamo provato a condividere i motivi di una scelta, a ritornare alle ragioni per cui è possibile lavorare insieme per un obiettivo condiviso. Abbiamo provato a mettere in chiaro quello che a volte rimane sottotraccia, a mostrare cosa può essere la passione politica, l’amore per il proprio Paese, il senso dello Stato e delle istituzioni, l’impegno per la propria comunità, la tenacia e la capacità di inseguire un ideale. E insieme a tutto questo, abbiamo voluto pensare alla concretezza di una politica che deve essere necessariamente lieve e forte, che deve saper ascoltare e trovare risposte, per accompagnare le aspirazioni e i progetti di ognuno. Una politica che sappia ridare fiducia e speranza nel futuro, che sappia essere vicina alle preoccupazioni quotidiane di un anziano non autosufficiente o di un giovane prigioniero della precarietà, che vede allontanarsi di anno in anno, di giorno in giorno, la possibilità di realizzare i suoi sogni. Una politica che sappia combattere a fondo l’evasione, e così possa iniziare a percorrere le vie per un alleggerimento della pressione fiscale. Una politica che, dunque, sappia scegliere, sappia decidere, mettendo al centro l’interesse generale, dell’intera comunità nazionale, quando si tratta di dire sì a un’infrastruttura o di avviare le misure per ridurre l’inquinamento ambientale.  Una politica che sappia sostenere l’impresa, che punti sulla capacità di investimento e di innovazione, che renda leggero il peso degli adempimenti amministrativi e contribuisca a costruire un contesto favorevole per l’iniziativa economica. Che scelga di sostenere chi ha il coraggio e l’inventiva per avviare una propria impresa, che sia al fianco di chi lavora duramente, di chi rischia, di chi si mette in gioco in prima persona. E ancora, che non rinunci e anzi rimetta al centro l’eguaglianza delle opportunità, non dei punti di arrivo ma di quelli di partenza, affinché ogni persona abbia la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni. Con un investimento continuo nei legami della comunità, nella costruzione di coesione sociale giorno per giorno, con la scelta chiara della strada dell’integrazione e dell’accoglienza accanto a quella della tutela della sicurezza. E’ di questa politica che c’è bisogno, di questa concretezza e di questa idealità, che ritroveremo anche stasera qui a Padova, nel Centro dedicato a Papa Luciani. Ci saranno in futuro, e proprio in questa città, altri momenti dedicati ad approfondimenti più specifici, per entrare nel dettaglio delle questioni, per sostenere proposte e misure concrete, prima fra tutte quella di un nuovo assetto del sistema fiscale italiano. Ma ognuna di queste proposte, di queste misure concrete, avrà valore proprio perché fa riferimento a ideali, a valori, a impegni presi. Alla scelta di fondo che è quella di pensare se stessi sempre in relazione agli altri, e di pensare non solo all’oggi ma al domani, al futuro del nostro Paese, di tutti gli italiani.

Walter Veltroni

 

Il viaggio nella nuova Italia parte dal Nordest in rivolta
PADOVA. Veltroni nel cuore del Nordest, che volta le spalle all’Unione e vota in massa Cdl: riuscirà il sindaco di Roma a convogliare la protesta degli insoddisfatti elettori veneti in nuovo consenso al Partito democratico? La prima risposta potrebbe già arrivare questa sera al Centro Papa Luciani a Padova, dove alle 21 il sindaco di Roma, metterà a fuoco prospettive e programmi. Il tour programmatico di Walter Veltroni prende il via dunque dall’epicentro della ribellione di artigiani e commercianti contro gli studi di settore, che oggi il governo si è impegnato a rivedere. Dall’economia alla sicurezza, all’urgenza di mettere il turbo allo sviluppo sintonizzandosi tuttavia sulla stessa lunghezza d’onda del rispetto ambientale. Ma i temi cari al Nordest e a questa terra di scontenti in rotta con il governo Prodi non si fermano qui. Veltroni lo sa bene, tant’è che gli organizzatori dell’evento - ovvero il centro studi Ettore Luccini - ha pianificato ogni punto dell’oratio veltroniana: infrastrutture, futuro di Venezia, ambiente, libertà d’impresa, federalismo fiscale, tasse, orgoglio di un popolo riemerso da solo dalla miseria e dalla pellagra, e sicurezza. Di tutto, di più. L’arrivo in città di Veltroni è molto atteso dai diessini e dagli esponenti della Margherita. In platea hanno già confermato la propria presenza il sindaco di Padova Flavio Zanonato e Piero Ruzzante, presidente del gruppo parlamentare della Camera, il più stretto collaboratore di Dario Franceschini, futuro numero 2 del Pd. E poi Margherita Miotto, segretaria di Dl e stretta collaboratrice di Rosy Bindi che mira a candidarsi alle primarie come leader dei cattolici democratici. Ci saranno ovviamente anche Fabio Rocco e Giovanni Gallo (Ds): insomma, il popolo del Partito Democratico della terra dei miracoli che guarda a destra e alla Lega. Ma ci sarà, in prima fila, estremamente interessato all’uscita padovana di Veltroni, anche il leader della Camera del Lavoro di Padova, quell’Ilario Simonaggio che tanti operai rappresenta. Sentitelo: «Sarà una buona occasione», dice il segretario della Cgil, «per sentire qual è la ricetta del possibile candidato a guidare il Partito Democratico per questo territorio di frontiera. Ha fatto bene Veltroni, con il suo giro di ascolto politico, a partire da Padova. So che tornerà a settembre per una vera consultazione con la società veneta. Noi siamo un sindacato che guarda alla radice dei programmi e dei progetti dei candidati e delle coalizioni. Per questa ragione, ciò che dirà Veltroni diventa indubbiamente di grande valore simbolico. Questo è un importante appuntamento per la democrazia e per l’attenzione dovuta a questa parte del paese. In queste settimane abbiamo difeso le ragioni del risanamento, equità, sviluppo del programma del governo Prodi, e oggi sul Dpef 2008-2011 confermiamo il giudizio positivo sui contenuti. Ma il Nordest si aspetta di più: e non sarà affatto facile per Veltroni convincere delusi, incerti, insoddisfatti di questo primo anno di navigazione dell’Unione». Non saranno invece della serata i «ribelli», ovvero i fedelissimi del gruppo di sinistra che fa capo a Fabio Mussi. Tra questi, Attilio Motta: «E’ chiaro che non ci saremo a Padova, anche se pur essendo usciti dai Ds abbiamo atteggiamenti di serena attenzione nei confronti di Veltroni. Lui è chiaramente la persona giusta per fare il leader del Pd, ci ha sempre creduto. Però la sua proposta sulla riforma elettorale che tende a spazzare via i partitini non l’accettiamo: l’impressione è che voglia allearsi ai partiti di centro. All’Udc, insomma, tagliando non solo il nostro 2% ma tutto quel 10-12% della sinistra storica e radicale». Anche se non ci sarà, Motta lancia tuttavia un messaggio a Veltroni: «In Italia deve sopravvivere un chiaro riferimento di sinistra. Noi vogliamo essere alleati del Partito Democratico, ma dalle ultime esternazioni non so se loro vogliano essere nostri alleati». Stasera, quindi, tocca a Veltroni rispondere: il viaggio a Nordest è appena iniziato.

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Pd, Rocco segretario ed ecco i nomi dei padovani

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Yes, we can. Alle 10.30 di ieri, alla Fornace Carotta, un lungo applauso ha sancito la nomina di Fabio Rocco a coordinatore dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico di Padova. Un atto formale a conclusione del discorso di investitura del neo-presidente: «Abbiamo avuto il coraggio di metterci in gioco. Tutti hanno parlato di primarie, noi le abbiamo realizzate e a quelle del 10 Febbraio sono arrivati molti votanti nuovi a costituire i circoli, oltre che ad indicare i candidati locali». Rocco parla a 360 gradi una nuova grande cultura politica. Chi c’è. Altrove impegnato il segretario regionale Paolo Giaretta, che l’altra sera aveva partecipato con l’on.Follini ad un dibattito nell’Alta Padovana, erano presenti gli onorevoli Colasio e Naccarato, Piero Ruzzante ed un silenzioso quanto attento Flavio Zanonato; assieme ad un gran numero di assessori, consiglieri regionali, sindaci e consiglieri comunali della provincia. Poi Rocco affronta il nodo delle candidature: «L’Assemblea Provinciale ha individuato una rosa di nomi, che verranno consegnati alla segreteria regionale; per poi passare a Roma, dove l’ultima parola spetterà a Veltroni. Abbiamo scelto tenendo presenti criteri di rappresentanza e di innovazione: donne, giovani, società civile, professionalità, territorialità». I nomi. Ecco i nominativi, che si aggiungono a quelli degli eletti Giaretta, Colasio, Naccarato e Margherita Miotto per il Senato: Ricciarda Avesani; Cristina Bonetti; Roberta Donolato e Franco Frigo, lettiani con grande radicamento sul territorio, come Mimmo Minasola a Padova; Federico Ossari, sindaco di Pontelongo; Barbara Peron, vicesindaco di Vigodarzere; Silvia Ruzzon, consigliere comunale ad Este; Silvano Sabbadin, sindaco di Galliera; Dino Scantamburlo, ex parlamentare Ppi. In stand-by Franca Bimbi, che assiste sola all’incontro. Il dibattito. Piero Ruzzante ribadisce la scelta vincente di Veltroni di «andare soli». Ed addita le candidature di Umberto Veronesi, del figlio del giudice Alessandrini, dello scrittore-magistrato Carofiglio, del figlio di Bachelet. Specificando: «Avremmo preferito anche qui le primarie, ma non c’è il tempo e dobbiamo chiudere le liste in fretta per partire prima dei nostri avversari». Concreto Naccarato: «Chiediamoci cosa ciascuno di noi può fare per la campagna elettorale. Né lasciamoci scippare a destra o a sinistra temi quali terza settimana, lavoro, stipendi, precariato: saremmo stupidi se lasciassimo perdere provvedimenti presi in carico dal governo Prodi». A Paolo Giacon, che chiede di candidare almeno due giovani under 30, Rocco promette di metterli in lista entro qualche giorno. Prima dell’approvazione finale del documento programmatico, l’annuncio: Walter Weltroni farà tappa a Padova col suo pullman verde l’11 Marzo.

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«Negato l’interesse dei cittadini e umiliata l’intera Saccisica»

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Mattino di Padova 22 luglio 2007

PIOVE DI SACCO. «La politica ha perso un’occasione per dimostrare di lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini»: è l’amara considerazione dei nove sindaci che fanno capo ad Apga, sette di centrosinistra e due di centrodestra, che così si sono espressi dopo che Aato ha bocciato la fusione tra l’Azienda piovese per la gestione dell’acqua e Aps-Acegas. «Lo scopo di questa operazione - ha sottolineato il sindaco di Piove Mario Crosta - è di risolvere la questione sotto due profili: primo far fronte al fatto che a fine anno la concessione per la gestione del servizio idrico in capo ad Apga scade, quindi l’azienda non potrà più continuare ad esistere. Secondo, e più importante, la fusione con Aps garantisce qualità e convenienza: Padova ha l’acqua migliore d’Italia, come dimostrano i dati dell’Arpav diffusi nei giorni scorsi, e a costi ridotti, tanto da consentire, in caso di fusione, l’abbassamento della tariffa in Saccisica del 40%». I numeri. All’assemblea di venerdì dell’Aato erano presenti 99 delegati dei comuni: di questi 15 si sono astenuti dal voto in merito alla fusione tra Apga e Aps-Acegas, 53 hanno votato a favore e 31 contro. Per tre voti (serviva la maggioranza dei due terzi) la delibera non è passata. I favorevoli. «L’atteggiamento del Cvs (il gestore della Bassa padovana), di cui molti delegati hanno votato contro - fa notare il sindaco di Arzergrande Cesarina Foresti - non ha lasciato allibiti solo noi, ma anche i colleghi del Vicentino. Non era mai capitato prima nell’Aato che venisse umiliata la volontà di un territorio come in questo caso, senza tener conto che nove consigli comunali su dieci della Saccisica hanno approvato la delibera per la fusione. E Correzzola non è che non abbia approvato il documento, semplicemente il sindaco Mauro Fecchio - rincara Foresti - non ha nemmeno permesso al consiglio comunale del suo paese di discuterlo, arrogando solo a se stesso il diritto di esprimersi in merito». «Cvs non è mai stato interessato alla fusione con Apga - aggiunge il sindaco di Brugine Silvia Salvagnin - si sono svegliati solo il giorno prima dell’assemblea dell’Aato, annunciando un improvviso interesse verso al nostra azienda». Sulle stesse posizioni si sono espressi il vicesindaco di Pontelongo Marino Zenna e il sindaco di Sant’Angelo Romano Boischio. Anche i sindaci di Polverara e Legnaro, Olindo Bertipaglia e Giovanni Bettini, appoggiano la fusione e attaccano gli esponenti del centrodestra che li accusano di non rappresentare gli interessi dei cittadini: «In fin dei conti noi abbiamo vinto le elezioni, i vari consiglieri comunali che si oppongono alla fusione no. Siamo noi che rispondiamo ai cittadini delle scelte che facciamo e questa operazione ha solo lo scopo di garantire al nostro territorio acqua migliore a un prezzo più basso». L’unico contrario. Il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio, unico contrario alla fusione, è riuscito infine a bloccare l’operazione: «Mi dispiace per la divisione che si è creata nel territorio, ma le mie sono perplessità scaturite da profonde e meditate riflessioni, non è una presa di posizione politica. Se sono certi che la tariffa diminuirà del 40 per cento perché non è scritto sulla delibera che hanno portato nei consigli comunali e all’Aato? Non è vero poi che con la fusione arriverà l’acqua di Padova in Saccisica: l’acqua di Aps si ferma a Legnaro ed è Veneto Acque che sta realizzando la condotta che porterà l’acqua dalla Pedemontana nei nostri paesi, non Aps-Acegas. Stanno svendendo Apga ad una società quotata in borsa che deve pensare a fare utili, questa è la verità. L’unica strada percorribile è la gara o l’aggregazione con il Cvs». La querelle a Monselice. Nasce dopo che due giorni fa il sindaco Fabio Conte aveva auspicato il matrimonio tra Cvs e Apga, tagliando fuori l’ipotesi che il piovese si aggregasse con Padova: «L’acqua del Cvs - fa notare la consigliera comunale Tiziana Quintario - costa molto e non perché è buona ma perché essendo di infima provenienza (Adige) ci sono costi elevatissimi per renderla potabile. Non si capisce su quali basi il sindaco Conte critichi l’acqua padovana che è di elevatissima qualità. L’unica cosa che viene da pensare quando il sindaco di Monselice auspica, improvvisamente, l’aggregazione di Cvs e Apga è che si voglia creare una società locale più grande per poter assegnare nuove poltrone agli amici. E con questo gli interessi dei cittadini della Bassa padovana e della Saccisica proprio non hanno nulla a che vedere».

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