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Fracasso, Ruzzante e Sinigaglia: dovevano essere sette su base provinciale, ora la sanità è di serie A, B e C

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MATTINO DI PADOVA 31 GENNAIO 2016 - Il patto bipartisan Zaia-Moretti per la riforma della sanità veneta è durato il sogno della primavera elettorale 2015: sia il governatore della Lega che la leader dell’opposizione nei loro programmi hanno scritto che il Veneto va riformato con 7 Usl a dimensione provinciale, più le due Aziende Universitarie di Padova e Verona e lo Iov di Padova. Dieci top manager. Obiettivo: ridurre gli sprechi e migliorare la qualità della spesa che assorbe 8 miliardi di euro l’anno. Invece i 10 manager sono diventati dodici, con due Usl di troppo: «Quella di Bassano e quella del Veneto Orientale, che rispondono a logiche di potere interne della Lega e di FI e non a criteri di efficienza di gestione», accusano Stefano Fracasso, Piero Ruzzante e Claudio Sinigaglia, consiglieri regionali Pd, che annunciano le barricate nel consiglio straordinario di domani sulla sanità, convocato da Dem e Lista Tosi. La prima questione che Luca Zaia dovrà chiarire sta proprio nei numeri: a luglio ha depositato il pdl 23 sull’Azienda Zero che prevedeva 7 Usl provinciali, ma a fine dicembre è stato costretto a un clamoroso dietrofront.
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FLASH MOB PD PER L'EMERGENZA SMOG. A PADOVA L'AMMINISTRAZIONE HA RINUNCIATO A POLITICHE PER LA QUALITÀ' DELL'ARIA.

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altPadova in questi giorni è sempre più avvolta da una cappa di smog e l’assenza di pioggia sta aggravando un fenomeno che porta il livello di PM10 nella nostra città a battere ogni record negativo di sforamenti del limite consentito. L’aria si avvelena ed aumenta l’esposizione dei cittadini al pericolo di malattie e fattori di rischio per la mortalità. Secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) tutto ciò si tradurrebbe nel nostro territorio in un accorciamento della vita media di ogni cittadino di circa 10 mesi.
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UNA LEGGE DI STABILITA' PER LA CRESCITA, UNA CRESCITA DELLA CULTURA

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altNella legge di stabilità, tutta destinata alla crescita, la cultura si conferma al centro dell’azione del Governo. I provvedimenti, concepiti secondo una duplice sensibilità, andranno a favore sia delle istituzioni che delle persone. Dopo anni di tagli, nuove risorse verranno finalmente impiegate per potenziare tutti i comparti della cultura in Italia.
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Accolto l’emendamento Camani per finanziare le terapie termali

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Matino di Padova - 17 Dicembre 2015 - Con un emendamento a prima firma dell’onorevole Vanessa Camani del Pd, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato, nel corso dell’esame della Legge di Stabilità 2016, la revisione delle tariffe massime delle prestazioni di assistenza termale. «Già al Senato era stato approvato un importante emendamento per il quale Inps e Inail dovranno continuare a riconoscere ai propri assistiti che fruiscono di cure termali le prestazioni economiche accessorie fino al 1° gennaio 2019» spiega Camani «Il via libera dalla Commissione Bilancio prevede la destinazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 per la revisione delle tariffe massime delle prestazioni di assistenza termale, ferme da molti anni. La copertura è assicurata per i tre quinti dall’incremento del 10% della partecipazione alla spesa e per due quinti, 2 miliardi all’anno per tre anni, rimane a carico del bilancio dello Stato. Ora guardiamo alla tutela dei lavoratori stagionali che, purtroppo, risultano fortemente danneggiati dal nuovo ammortizzatore sociale Naspi e quella inerente il rilancio degli stabilimenti termali la cui proprietà è sotto il controllo pubblico. Problematiche che porteremo all’attenzione del Governo con una mozione che verrà discussa in aula speriamo già nel mese di gennaio».

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