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«Noi all'opposizione oppure referendum tra tutti gli iscritti Pd»

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Mattino di Padova 8 Marzo 2018 - «Tertium nullum consilium esse». Così, senza la possibilità di una terza soluzione, il padovano Tito Livio racconta la situazione dell'esercito romano nella battaglia contro i Sanniti alle Forche Caudine: la morte o l'umiliazione. Non che la condizione del Pd dopo le elezioni di domenica scorsa sia così tragica. Ma le alternative in campo non sono poi molte: all'opposizione o al governo in un'inedita alleanza con il Movimento Cinque Stelle. Un'ipotesi quest'ultima che raccoglie dai dirigenti padovani del partito un secco no. E così, parrebbe, anche dalla base. Tanto che il segretario provinciale Vittorio Ivis è pronto a sfidare anche i vertici nazionali: «Il voto ha dato al Pd un naturale ruolo di opposizione in questa legislatura - sottolinea - Ma voglio essere chiaro, perché abbiamo già vissuto fasi come questa e sappiamo che gli scenari possono mutare rapidamente. Se accadesse, per qualsiasi ragione, che gli organismi nazionali riflettessero su un'ipotesi di un nostro protagonismo istituzionale, in qualsiasi forma, allora penso che sarebbe sano e necessario chiedere l'opinione della nostra base e degli iscritti, come sperimentato anche in Germania e come previsto nel nostro statuto».
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Tramarin guida il Pd cittadino: «Ora avremo una voce sola»

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Mattino di Padova 6 Dicembre 2017 - «Il Pd parlerà con una voce sola. Discuteremo e ci confronteremo al nostro interno per arrivare a una posizione unica». Il primo banco di prova? Il nuovo ospedale su cui i dem si sono in questi mesi frammentati in una pluralità di posizioni: «Nessuno può negare che è apprezzabile lo sforzo fatto dall'amministrazione per evitare di lasciare un buco nero in centro. La posizione definitiva arriverà dalle riunioni degli organi dirigenti». Riportare l'ordine in un partito dominato dal caso è l'obiettivo del neo-segretario cittadino dei dem Davide Tramarin (nella foto), 33 anni, eletto lunedì sera all'unanimità dall'assemblea di via Beato Pellegrino. Unanimità che non ha cancellato le divisioni della campagna congressuale che sul piano provinciale ha visto risultare vincitore Vittorio Ivis su Federico Ossari. Proprio a un'esponente della minoranza è stata affidata la presidenza dell'assemblea cittadina, all'ex assessore Marta Dalla Vecchia. «È un segnale importante e io ho l'intenzione di essere pienamente inclusivo di tutto il partito - sottolinea ancora Tramarin - Dobbiamo riuscire a tornare a coinvolgere i cittadini attorno all'idea che la politica è utile. Stare il più possibile vicini alla gente, presenti capillarmente nel territorio, raddoppiare le iniziative. Voglio realizzare almeno 5 iniziative pubbliche al mese nei quartieri. D'altronde noi abbiamo un bacino: è il popolo delle primarie che quando viene chiamato a scegliere risponde sempre positivamente. E poi non mancheranno le iniziative culturali innovative che coinvolgeranno i nostri giovani».
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IVIS E' SEGRETARIO: "RIPORTARE IN ALTO L'ORGOGLIO DEMOCRATICO!"

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Mattino di Padova 27 novembre 2017 «Adesso riportiamo in alto il nostro orgoglio democratico». Vittoio Ivis (26 anni il prossimo 9 dicembre), consigliere comunale a Monselice, è il nuovo segretario provinciale del Pd. Ha battuto, alla fine della lunga marcia dei congressi nei circoli, lo sfidante Federico Ossari (già segretario dal 2010 al 2013) con un netto 63% delle preferenze e la vittoria in 51 circoli su 80. In totale hanno votato 1.438 militanti su 2.682 iscritti (affluenza: 53%).Della generazione millennials e "nativo democratico" alla guida del partito, dopo aver gestito negli ultimi anni la delega all'ambiente, chiamato in segreteria da Massimo Bettin. Un segnale di rinnovamento nato dai territori: la candidatura di Ivis infatti si è sviluppata in parallelo con l'esperienza di "Punta in Alta" di Michela Lorenzano. Un progetto che ha riscosso il consenso dei militanti, costringendo poi le varie "correnti" ad accodarsi. Ma se nel 2013 si trovò un accordo unitario mettendo alla testa della segreteria cittadina un renziano (Bressa) e in provincia un non renziano (Bettin), stavolta la contrapposizione è andata oltre: non un congresso unitario, ma una parte dei dem che finisce in minoranza. È quella rappresentata da chi fa riferimento all'esperienza centrista della Margherita: vale per Ossari, così come per il senatore Giorgio Santini, il consigliere regionale Claudio Sinigaglia, il capogruppo in Comune Gianni Berno, l'ex sindaco di Este Giancarlo Piva, il vicesindaco di Cadoneghe Mirco Gastaldon e il vicepresidente della Provincia Fabio Bui. «Il segretario è colui che vince il congresso, ma il dialogo non deve mai mancare. Per questo mi confronterò con tutti», sottolinea Ivis che però non rimpiange l'unità a tutti i costi: «È stato positivo che ci sia stato un confronto in questo congresso perché ha ravvivato l'entusiasmo dei militanti. Certo ci sono state in alcune occasioni delle asprezze che sinceramente non ho cercato né apprezzato». Ma da cosa riparte adesso il Pd padovano? «Dal coraggio di confrontarsi con gli iscritti, senza decidere tutto in stanze segrete», risponde il neo-segretario, la cui carica verrà ufficializzata nella prima assemblea provinciale che si svolgerà sabato prossimo. Assieme a lui infatti i circoli hanno eletto 93 delegati che si distribuiscono in modo proporzionale: 62 della componente di Ivis e 31 faranno riferimento a Ossari. In città sono stati eletti anche i delegati all'assemblea cittadina, che poi eleggeranno al loro interno il segretario. Qui l'elezione è indiretta e i candidati sono ancora "coperti". È probabile però che alla guida del partito cittadino arrivi il giovane segretario di Forcellini Davide Tramarin (33 anni), che dovrebbe poter contare su 36 delegati sui 60 dell'assemblea cittadina. Ancora due giovani quindi alla guida dei dem: «Non è un problema - risponde Ivis - La società è cambiata tantissimo negli ultimi anni: una qualità che deve avere chi fa politica è quella di saper interpretare l'attualità. E non è detto che i criteri per farlo li abbiano solo le persone esperte. Anzi serve l'orgoglio di parlare a tutti, in primis a chi sta costruendo il proprio futuro».

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