Rassegna Stampa

Stampa
PDF

«IN SETTE ANNI SPESI 240 MILIONI PER FARE IL NUOVO SU VECCHIO»

on . Postato in Rassegna Stampa

MATTINO DI PADOVA 28 AGOSTO2016 - «L’ospedale a Padova Est non si farà mai. Ci sono una serie di elementi ad indicarlo. Ma c’è principalmente un dato: tra il 2011 e il 2018 c’è una spesa di 240 milioni di euro per interventi sul policlinico e sul Sant’Antonio. Non la semplice manutenzione ma interventi destinati a durare molti anni», afferma il deputato Alessandro Naccarato, seguito a ruota dal capogruppo Umberto Zampieri:
Stampa
PDF

Padova Tre: liquidare la società, individuare i responsabili del disastro e fare una nuova gara

on . Postato in Rassegna Stampa

La bocciatura del Bilancio di Padova Tre srl da parte del Consorzio Padova Sud è un atto obbligato dalla situazione fallimentare e conferma le critiche avanzate nel passato. Il disastro è stato causato da anni di gestioni negative, caratterizzate da errori, irregolarità, favori agli operatori privati, conflitti d’interesse. Le recenti promesse di maggiore trasparenza e di risanamento si sono rivelate ingannevoli e sono servite soltanto ad allungare l’agonia di Padova Tre e a offuscare la catena di responsabilità. Il bando di gara originale e i dati economici della società presentano diverse anomalie e devono essere analizzati con serietà dai comuni soci, che finora, salvo qualche rara eccezione, non hanno controllato, e dalle autorità giudiziarie competenti.
Stampa
PDF

NUOVO OSPEDALE A PADOVA EST TRA BUGIE E SPECULAZIONI

on . Postato in Rassegna Stampa

Facciamo chiarezza sul percorso che ha portato l'Amministrazione Bitonci a individuare l'area di Padova Est per la realizzazione del nuovo ospedale di Padova.

1. Il mandato degli elettori viene tradito e inizia il "balletto" sulle aree per l'ospedale.

Dopo una campagna elettorale in cui Bitonci prometteva la ristrutturazione completa dell'attuale polo ospedaliero la sua amministrazione fa marcia indietro. Prima rinuncia al progetto del cosiddetto "nuovo su vecchio", poi indica l'area di via Corrado sui terreni del Cus e di Acegas Aps e infine cambia ancora idea con un ribaltone che lo porta a indicare nel novembre del 2014 l'area di Padova Est sui terreni di San Lazzaro. Un atteggiamento ondivago che ha fatto perdere tempo alla città e lo ha portato a smentire sé stesso oltre che a tradire il mandato ricevuto dai padovani. E’ da notare inoltre che non esiste alcun progetto e non ci sono risorse stanziate dalla Regione per il nuovo ospedale di Padova.

2. Padova Est, una scelta poco trasparente. 

La scelta di San Lazzaro è avvenuta in contrasto con la programmazione urbanistica, con modalità poco trasparenti e favorisce i privati che possiedono le aree e un nutrito gruppo di professionisti (liquidatori, avvocati, commercialisti) interessati alle pratiche amministrative per conto delle società proprietarie.

3. Società private ben informate avevano già avviato speculazioni sui terreni di San Lazzaro quattro mesi prima dell'annuncio del Sindaco.
Mentre Bitonci annunciava alla città la sua ultima scelta relativa a Padova Est già da quattro mesi si era avviata un'attività speculativa sull'area di San Lazzaro. Nell'agosto 2014 infatti una società di imprenditori italiani, ma con capitale estero, la BPD Capital DV, attraverso l'acquisizione di una società in stato prefallimentare acquista, per solo 1 euro, il 70% della proprietà che detiene i terreni dell'area di San Lazzaro. Gli stessi terreni che assieme a quelli già in possesso del Comune dovranno ospitare l'area del nuovo ospedale.
BPD Capital DV, come testimonia quanto scrive nel suo stesso bilancio 2014, conosceva già l'idea di portare in quell'area l'ospedale, ben quattro mesi prima dell'annuncio del Sindaco. Come potevano i privati conoscere in anticipo i progetti del Comune e realizzare così una speculazione sull'area? La programmazione urbanistica infatti non ha mai previsto il nuovo ospedale a San Lazzaro.

4. Emergono legami tra i privati e un membro della commissione tecnica del Comune. E' conflitto di interesse.
Ma c'è di più. Un anno dopo l'acquisto, nel luglio 2015, i privati presentano al Comune un progetto di edificazione dell'area che fa emergere un altro fatto preoccupante: uno dei due progettisti a servizio della società privata è stato per anni il dirigente del settore urbanistica del Comune ed è stato membro del tavolo tecnico istituito dall’amministrazione per decidere sul nuovo ospedale. Si tratta quindi di un evidente conflitto di interessi.
Come è possibile che un esperto nominato dal Comune, che dovrebbe essere imparziale e slegato da interessi privati, sia lo stesso progettista dei proprietari dei terreni?
Nell'agosto del 2015 il Partito Democratico accende i riflettori su questa preoccupante vicenda e inizia a chiedere risposte al Sindaco.

5. Il conflitto di interessi si allarga.
Nel luglio 2015 il proprietario dell’area confinante con il sito scelto dalla giunta Bitonci per realizzare il nuovo ospedale ha affidato a una società la rappresentanza delle attività per lo sviluppo urbanistico e commerciale dell’area. Il socio di maggioranza di questa società è dall’autunno del 2014 consulente dell’azienda ospedaliera di Padova per le problematiche sulla realizzazione del nuovo ospedale. Il socio-consulente è intervenuto nelle riunioni che hanno determinato lo spostamento dell’ospedale da Padova ovest a Padova est. Il socio-consulente partecipa a queste riunioni in quanto socio della società che deve valorizzare l’area di San lazzaro o in quanto consulente dell’azienda ospedaliera? Interviene per tutelare gli interessi della società privata o dell’azienda ospedaliera?

6. La rivelazione sui rischi idrogeologici delle aree. La relazione è stata scritta sotto pressioni per favorire lo spostamento a Padova Est?

La decisione di portare l'ospedale a Padova Est richiedeva di interrompere l'iter avviato dalla precedente amministrazione. Questo è stato possibile attraverso la relazione tecnica di Tiziano Pinato, responsabile della sezione difesa del suolo della Regione Veneto, che ha firmato lo studio sulla sicurezza idraulica delle aree sulle quali realizzare il nuovo ospedale. La sua relazione stabilisce che è più sicura e conveniente la zona di San Lazzaro perché i costi per la messa in sicurezza di Padova Ovest sarebbero ammontati a oltre 60 milioni di euro.
Lo stesso Tiziano Pinato però, sentito in aula come teste nel corso del processo per la tentata concussione per la nuova sede dell’Arpav, rivela di aver "subito pressioni" affinché l'area di Padova Ovest fosse fatta apparire come un acquitrinio per favorire i terreni di San Lazzaro.
 


UNITÀ.TV