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«Negato l’interesse dei cittadini e umiliata l’intera Saccisica»

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Mattino di Padova 22 luglio 2007

PIOVE DI SACCO. «La politica ha perso un’occasione per dimostrare di lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini»: è l’amara considerazione dei nove sindaci che fanno capo ad Apga, sette di centrosinistra e due di centrodestra, che così si sono espressi dopo che Aato ha bocciato la fusione tra l’Azienda piovese per la gestione dell’acqua e Aps-Acegas. «Lo scopo di questa operazione - ha sottolineato il sindaco di Piove Mario Crosta - è di risolvere la questione sotto due profili: primo far fronte al fatto che a fine anno la concessione per la gestione del servizio idrico in capo ad Apga scade, quindi l’azienda non potrà più continuare ad esistere. Secondo, e più importante, la fusione con Aps garantisce qualità e convenienza: Padova ha l’acqua migliore d’Italia, come dimostrano i dati dell’Arpav diffusi nei giorni scorsi, e a costi ridotti, tanto da consentire, in caso di fusione, l’abbassamento della tariffa in Saccisica del 40%». I numeri. All’assemblea di venerdì dell’Aato erano presenti 99 delegati dei comuni: di questi 15 si sono astenuti dal voto in merito alla fusione tra Apga e Aps-Acegas, 53 hanno votato a favore e 31 contro. Per tre voti (serviva la maggioranza dei due terzi) la delibera non è passata. I favorevoli. «L’atteggiamento del Cvs (il gestore della Bassa padovana), di cui molti delegati hanno votato contro - fa notare il sindaco di Arzergrande Cesarina Foresti - non ha lasciato allibiti solo noi, ma anche i colleghi del Vicentino. Non era mai capitato prima nell’Aato che venisse umiliata la volontà di un territorio come in questo caso, senza tener conto che nove consigli comunali su dieci della Saccisica hanno approvato la delibera per la fusione. E Correzzola non è che non abbia approvato il documento, semplicemente il sindaco Mauro Fecchio - rincara Foresti - non ha nemmeno permesso al consiglio comunale del suo paese di discuterlo, arrogando solo a se stesso il diritto di esprimersi in merito». «Cvs non è mai stato interessato alla fusione con Apga - aggiunge il sindaco di Brugine Silvia Salvagnin - si sono svegliati solo il giorno prima dell’assemblea dell’Aato, annunciando un improvviso interesse verso al nostra azienda». Sulle stesse posizioni si sono espressi il vicesindaco di Pontelongo Marino Zenna e il sindaco di Sant’Angelo Romano Boischio. Anche i sindaci di Polverara e Legnaro, Olindo Bertipaglia e Giovanni Bettini, appoggiano la fusione e attaccano gli esponenti del centrodestra che li accusano di non rappresentare gli interessi dei cittadini: «In fin dei conti noi abbiamo vinto le elezioni, i vari consiglieri comunali che si oppongono alla fusione no. Siamo noi che rispondiamo ai cittadini delle scelte che facciamo e questa operazione ha solo lo scopo di garantire al nostro territorio acqua migliore a un prezzo più basso». L’unico contrario. Il sindaco di Correzzola Mauro Fecchio, unico contrario alla fusione, è riuscito infine a bloccare l’operazione: «Mi dispiace per la divisione che si è creata nel territorio, ma le mie sono perplessità scaturite da profonde e meditate riflessioni, non è una presa di posizione politica. Se sono certi che la tariffa diminuirà del 40 per cento perché non è scritto sulla delibera che hanno portato nei consigli comunali e all’Aato? Non è vero poi che con la fusione arriverà l’acqua di Padova in Saccisica: l’acqua di Aps si ferma a Legnaro ed è Veneto Acque che sta realizzando la condotta che porterà l’acqua dalla Pedemontana nei nostri paesi, non Aps-Acegas. Stanno svendendo Apga ad una società quotata in borsa che deve pensare a fare utili, questa è la verità. L’unica strada percorribile è la gara o l’aggregazione con il Cvs». La querelle a Monselice. Nasce dopo che due giorni fa il sindaco Fabio Conte aveva auspicato il matrimonio tra Cvs e Apga, tagliando fuori l’ipotesi che il piovese si aggregasse con Padova: «L’acqua del Cvs - fa notare la consigliera comunale Tiziana Quintario - costa molto e non perché è buona ma perché essendo di infima provenienza (Adige) ci sono costi elevatissimi per renderla potabile. Non si capisce su quali basi il sindaco Conte critichi l’acqua padovana che è di elevatissima qualità. L’unica cosa che viene da pensare quando il sindaco di Monselice auspica, improvvisamente, l’aggregazione di Cvs e Apga è che si voglia creare una società locale più grande per poter assegnare nuove poltrone agli amici. E con questo gli interessi dei cittadini della Bassa padovana e della Saccisica proprio non hanno nulla a che vedere».

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