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BETTIN: «Per il voto serve unità sui valori. Poi ragioneremo sul partito»

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Mattino di Padova 16 febbraio 2015 - «Questa guerra per bande non è utile al partito. E neanche la contrapposizione giovani-vecchi. Tutte le intelligenze sono necessarie al Pd». Rompe il silenzio, Massimo Bettin. Il segretario provinciale dei dem chiede «buon senso» per fermare le contrapposizioni aperta dal progetto del nuovo stadio Euganeo, proposto dal Calcio Padova, e sull’idea della giunta di portare invece il pallone al Plebiscito, in Arcella. Segretario, una vicenda che nel Pd ha scatenato il “tutti contro tutti”. Fino all’accusa di essere stati superati a sinistra da Forza Italia. «Basiamoci sul dato storico: mai una giunta di centrosinistra ha consentito la nascita di un grande polo commerciale nell’area dell’Euganeo. Ma c’è un punto più importante: abbiamo avuto la schiena dritta davanti alle avances di potenti lobby economiche.
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Centri commerciali travestiti da stadi

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Caro Paolo, a leggere il dibattito di questi giorni su stadio e centri commerciali sembra di assistere ad un film già visto molte volte, con attori ringalluzziti che recitano copioni di cui si conoscono in anticipo le battute. A vederli fanno quasi tenerezza questi novelli interpreti della grande distribuzione commerciale in dialogo con dinamici immobiliaristi travesti da appassionati di sport. E, ovviamente, di amministratori pubblici che fingono un distaccato interesse.
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Lettera a Bitonci di Luciano Sguotti

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Caro signor Bitonci, lei non è il mio sindaco ma nutro rispetto per le persone e pertanto vorrei rivolgerle qualche nota di indirizzo in merito alla sua affermazione  “la gente ha paura ed è giusto che si difenda” ( 2 febbraio 2016 ) e sul fatto che abbia ottenuto il porto d'armi nonchè sulla esibizione pubblica di questa notizia. Il mondo di oggi è in fiamme, siamo circondati da un odio che vuole prendersi tutti gli spazi, se vince l'odio perderemo tutti! Ma come si fa ad arginarlo?  Non certo esibendo la forza e la paura come soluzioni. Serve più educazione, più virtù! Per la funzione pubblica del suo ufficio di sindaco ancora di più: trovo eticamente fuorviante questa comunicazione. Esiste una etica civile del pubblico amministratore che le sue parole hanno infranto. La vulnerabilità delle nostre città  inquieta ed interroga tutti:  ogni decisa scelta sulla sicurezza, e di chi se ne deve occupare, deve far parte della agenda pubblica ma  incitare ad armarsi questo no!! Questa comunicazione conduce ad una trappola mortale delle persone e delle comunità: nulla, nulla  giustifica il possesso di armi  private come mezzo di autodifesa! Nessun motivo di fronte alle fragilità che vediamo nelle nostre comunità autorizza questi comportamenti!! A volte penso a quali investimenti non solo materiali alimentano le opere del male ( armarsi è una opera del male) bensì quante intelligenze, denaro e idee vi si sprecano.
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Fracasso, Ruzzante e Sinigaglia: dovevano essere sette su base provinciale, ora la sanità è di serie A, B e C

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MATTINO DI PADOVA 31 GENNAIO 2016 - Il patto bipartisan Zaia-Moretti per la riforma della sanità veneta è durato il sogno della primavera elettorale 2015: sia il governatore della Lega che la leader dell’opposizione nei loro programmi hanno scritto che il Veneto va riformato con 7 Usl a dimensione provinciale, più le due Aziende Universitarie di Padova e Verona e lo Iov di Padova. Dieci top manager. Obiettivo: ridurre gli sprechi e migliorare la qualità della spesa che assorbe 8 miliardi di euro l’anno. Invece i 10 manager sono diventati dodici, con due Usl di troppo: «Quella di Bassano e quella del Veneto Orientale, che rispondono a logiche di potere interne della Lega e di FI e non a criteri di efficienza di gestione», accusano Stefano Fracasso, Piero Ruzzante e Claudio Sinigaglia, consiglieri regionali Pd, che annunciano le barricate nel consiglio straordinario di domani sulla sanità, convocato da Dem e Lista Tosi. La prima questione che Luca Zaia dovrà chiarire sta proprio nei numeri: a luglio ha depositato il pdl 23 sull’Azienda Zero che prevedeva 7 Usl provinciali, ma a fine dicembre è stato costretto a un clamoroso dietrofront.

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