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POLITICHE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Scritto da Gianluca Gaudenzio. Postato in AMBIENTE



SLIDES SULLA GESTIONE RIFIUTI
PROVINCIA DI PADOVA


POLITICHE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

La consulta per l’ambiente nasce dall’esigenza di molti di riportare all’attenzione dell’agenda politica importanti tematiche ambientali, attualmente passate in secondo piano rispetto ad altre considerate “emergenze” come sicurezza e crisi ecomico-finanziaria.

Riporto un articolo comparso sulla stampa nazionale come spunto di riflessione.

 

Negli ultimi quindici anni, se si fa un confronto tra i censimenti agricoli del 1990 e del 2005, in Italia sono spariti più di 3 milioni di ettari di superfici libere da costruzioni e infrastrutture…poco meno di 2 milioni di ettari erano superfici agrarie, come dire l’intero Veneto.

Però nessuno sembra inorridire. Forse a causa di una mentalità diffusa secondo la quale se non si costruisce non si fa, non c’è progresso economico…

L’Italia è al primo posto per la produzione e il consumo di cemento armato, 46 milioni di tonnellate l’anno: le cave legali e abusive hanno un impatto paesaggistico tremendo, e i cementifici inquinano molto..

La morte dei suoli agricoli sembra non interessare. E’ uno dei più grandi mutamenti che il nostro paese ha subito nel secondo dopoguerra e non accenna a diminuire: sparisce la campagna, insieme ai contadini, si perdono spesso i terreni più fertili in pianura e in prima collina. Gli appezzamenti che resistono sembra che stiano lì, in attesa che qualcuno ci speculi su, perché diciamolo pure: non c’è bisogno di nuove case, l’edilizia è soltanto un’opportunità di investimenti per chi già possiede beni capitali.

Il suolo se non muore a colpi di fertilizzanti e pesticidi, sparisce: se la tutela non entrerà a far parte dell’agenda politica delle amministrazioni sarà ora che ci sia una mobilitazione popolare in sua difesa…

Da “Repubblica” del 5 ottobre 2008: “L’Italia mangiata dal cemento”

Sono convinta che il perdurante uso massiccio del nostro territorio ponga con insistenza la necessità di intervenire per modificare la struttura e il funzionamento del sistema attuale.

Uno sviluppo che consenta di raggiungere un equilibrio equo e duraturo è in primo luogo uno sviluppo per persegua il fine di conciliare le esigenze economiche con quelle sociali e ambientali.

Le disfunzioni ambientali legate al nostro modello socio –economico continuano a produrre costi, finora ignorati dal sistema economico. Tali costi hanno pesanti ricadute sulla collettività e sul territorio in termini di esaurimento e degrado delle risorse ambientali, nonché di spese da sostenere per interventi di ripristino della qualità dell’ambiente.

In questo senso i Comuni e la Provincia hanno una responsabilità diretta nelle funzioni di salvaguardia e sviluppo territoriale in quanto definiscono la programmazione e la gestione della pianificazione.

Per ogni amministrazione la sostenibilità deve essere un fine verso cui tendere e per questo è necessario investire in qualità valorizzando i nostri centri storici, salvaguardando la nostra agricoltura e i suoi prodotti tipici.

E’ importante ridurre l’occupazione del suolo e investire in azioni di recupero di aree urbane e produttive in stato di degrado o dismesse; favorire progetti specifici in materia di riciclaggio dei rifiuti, riduzione delle emissioni in atmosfera, incentivare l’uso di energie alternative (solare termica, fotovoltaica, geotermica, biomasse) e promuovere il risparmio energetico e l’applicazione di tecnologie costruttive “sostenibili.

Le scelte programmatiche,in un territorio complesso come il nostro, devono essere condivise da tutti i soggetti economici, sociali e culturali. Tutti devono condividere la “responsabilità” per una costante manutenzione del nostro ambiente, riconoscerne la fragilità e promuovere le condizioni perché possa continuare a funzionare nel tempo.

 

Antonietta Dalla Libera

 

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