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RIFORMARE LA SCUOLA PER CAMBIARE IL FUTURO

Postato in GIOVANI DEMOCRATICI

La scuola è la fabbrica del futuro. Essa infatti ha il compito di formare i cittadini di domani, è da lì che deve partire il vero cambiamento, quel “mondo migliore” di cui tanto si parla. Bisogna chiedersi se la scuola italiana sia all’altezza di questo compito e purtroppo molte volte la risposta è negativa. Sono diversi gli strumenti che il nostro sistema scolastico potrebbe adottare per migliorarsi. In primo luogo bisognerebbe pensare a un’alternativa ai libri cartacei come li conosciamo. Essi, infatti, dovrebbero rappresentare semplicemente un supporto ad attività digitali o legate alle uscite didattiche, alle esperienze. Sono queste ultime a mancare alla scuola, in quanto ritenute secondarie. Il parziale abbandono dei libri cartacei non porterebbe solo un vantaggio in fatto di istruzione, ma anche in termini ambientali: la conversione green potrebbe partire proprio dalle scuole.

Chiaramente per fornire agli istituti i mezzi tecnologici sufficienti all’affiancamento dei libri servirebbero ingenti somme di denaro. Spesso è proprio il bilancio il peggior nemico del sistema scolastico. Basterebbe però comprendere, nelle sedi in cui si decide dove tagliare e dove no, che la scuola è e deve essere una priorità su cui investire. Anche gli stipendi dei docenti andrebbero aumentati, dal momento che un lavoratore retribuito adeguatamente è portato a svolgere meglio il proprio mestiere. La scuola dovrebbe, inoltre, cambiare prospettiva: dovrebbe formare, non
semplicemente istruire. La differenza è sottile ma c’è. Il filosofo Umberto Galimberti, in diverse interviste, spiega che “formare” significa coltivare l’interiorità degli individui, facendo sì che essi diventino cittadini con un’integrità, con dei valori e con senso civico, mentre “istruire” significa semplicemente vedere gli studenti come dei contenitori da riempire con delle vuote informazioni. Il Ministero dell’Istruzione, secondo
lui (e non solo) dovrebbe infatti diventare il Ministero della Formazione.

Solo riformando il sistema educativo i cittadini di domani sapranno costruire un’Italia (ma anche un’Europa e un mondo) priva di piaghe civiche, culturali e sociali quali il razzismo, il classismo o l’omofobia. Insomma, per fermare quella che Don Luigi Ciotti chiama “un’emorragia di umanità”, bisogna partire proprio dalla scuola.

#scuola #GD #futuro

di Alessandro Dianin

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