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Il punto di vista femminile.

Postato in Savonarola

Floriana Rizzetto

Vicecoordinatrice del Circolo PD Savonarola-Porta Trento di Padova

Responsabile Scuola nell’Esecutivo Provinciale

Non sono mai stata favorevole in linea di principio alle quote rosa. Ci si ribellava la mia natura profondamente egualitaria. Chiunque, secondo me, deve avanzare e ottenere risultati e successi secondo i suoi meriti. Ed effettivamente lo stabilire una quota “protetta” sembra introdurre una forte discriminante nell’accesso ai ruoli e ai posti di lavoro. Purtroppo però non è così, anche nella nostra Italia, in cui comunque sono contenta di essere nata, perché altrove sarebbe stato molto peggio (è ben vero che in alcuni paesi europei, probabilmente negli USA e in determinate altre situazioni la cose vanno meglio, ma gli esempi peggiori prevalgono di gran lunga). In realtà la donna resta discriminata nell’accesso alle professioni, non solo nel raggiungimento dei livelli apicali, ma anche tuttora nel reperimento del lavoro e nello stipendio. Mediamente più brave nello studio, nell’applicazione, nella precisione (lo dimostrano i risultati scolastici, universitari, la riuscita nei concorsi, l’aumento costante del numero delle donne magistrato e medico, che ormai preoccupa i nostri partner uomini), stentano ancora tanto a raggiungere posti di “potere”. In effetti anche i successi raggiunti recentemente da molte donne manager sono sicuramente un riconoscimento alla bravura delle donne, ma riguardano spesso donne che provengono da famiglie "forti", che perciò possono spianare la strada alle loro pur brave donne. Così è anche nella politica. L’Italia è infatti il fanalino di coda per la presenza di donne in parlamento, ma anche in molte giunte comunali o provinciali, per non parlare delle regionali, le donne sono in netta minoranza. E’ stato perciò importantissimo che il Partito Democratico abbia statutariamente ribadito la necessità della rappresentanza al 50 e 50%. Certo nelle liste dei candidati la percentuale cala un poco e non sempre la posizione in lista, in questa terribile situazione cui ci costringe il porcellum, garantisce le donne candidate. Ma siamo comunque sulla buona strada. E dobbiamo continuare a insistere per affermare la nostra presenza e il nostro apporto indispensabile.
Anche nei coordinamenti di Circolo si avverte questa voglia di protagonismo femminile, dimostrata anche dalla partecipazione attiva alle elezioni primarie, sia nazionali che territoriali. E’ il desiderio di essere presenti in modo più attivo, di affermare che la politica può anche essere femminile e di dimostrare che il modo “femminile” di fare politica può veramente realizzare quell’impegno di interpretare i bisogni della gente comune, che può riavvicinare le persone alla politica o, per meglio dire, la politica alle persone. Interessiamoci perciò di politica, nel senso più alto del termine, appropriamoci di quella passione politica di cui ci ha parlato Veltroni nel suo intervento a Padova della primavera scorsa, rivalutando quell' "arte" nobile che è appunto la politica nel senso etimologico del termine: la vocazione umana cioè a vivere assieme agli altri in una comunità regolata da norme condivise, in cui solo, dice Aristotele, l'uomo può essere felice. Ricordiamo che per le donne la battaglia è più dura, perché ancora oggi le donne per affermarsi devono essere più brave degli uomini, perché, non si sa perché, un uomo sciocco può passare, mentre una donna viene tacciata subito da cretina e trattata come tale; è ancora oggi ricattabile molto più dell’uomo, perché, di fatto, in una società che ha come miti il potere e i soldi, molto spesso sono ancora gli uomini a detenerli. Diamoci perciò da fare sulla strada giusta, valorizzando noi stesse per quello che valiamo e non dando il voto a quelli che, come, il leader del PDL, hanno assunto così spesso posizioni veteromaschiliste.
Io personalmente sono impegnata nel gruppo delle donne democratiche e lavoro attivamente nel mio circolo e in tutti gli organismi di cui faccio parte e invito tutte le amiche democratiche a fare altrettanto e tutte le donne in genere a darsi da fare, consapevoli che non occorre rinunciare alla propria femminilità per fare politica; anzi è un valore aggiunto. Battiamoci invece perché si possa autenticamente conciliare vita familiare e impegno professionale, accanto a uomini che condividano questo progetto, per realizzare tutti insieme la nostra idea di paese moderno, civile, in cui possano essere garantiti i diritti di tutti i cittadini.

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