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Lettera a Bitonci di Luciano Sguotti

on . Postato in Rassegna Stampa

Caro signor Bitonci, lei non è il mio sindaco ma nutro rispetto per le persone e pertanto vorrei rivolgerle qualche nota di indirizzo in merito alla sua affermazione  “la gente ha paura ed è giusto che si difenda” ( 2 febbraio 2016 ) e sul fatto che abbia ottenuto il porto d'armi nonchè sulla esibizione pubblica di questa notizia. Il mondo di oggi è in fiamme, siamo circondati da un odio che vuole prendersi tutti gli spazi, se vince l'odio perderemo tutti! Ma come si fa ad arginarlo?  Non certo esibendo la forza e la paura come soluzioni. Serve più educazione, più virtù! Per la funzione pubblica del suo ufficio di sindaco ancora di più: trovo eticamente fuorviante questa comunicazione. Esiste una etica civile del pubblico amministratore che le sue parole hanno infranto. La vulnerabilità delle nostre città  inquieta ed interroga tutti:  ogni decisa scelta sulla sicurezza, e di chi se ne deve occupare, deve far parte della agenda pubblica ma  incitare ad armarsi questo no!! Questa comunicazione conduce ad una trappola mortale delle persone e delle comunità: nulla, nulla  giustifica il possesso di armi  private come mezzo di autodifesa! Nessun motivo di fronte alle fragilità che vediamo nelle nostre comunità autorizza questi comportamenti!! A volte penso a quali investimenti non solo materiali alimentano le opere del male ( armarsi è una opera del male) bensì quante intelligenze, denaro e idee vi si sprecano. Se tutta questa intelligenza fosse usata per il bene!  Credo fermamente che la sua non è libertà o chiamata ad essere liberi, è condannare e condannarsi alla trappola della paura....e la sua comunicazione ne è un sintomo! Voler suscitare una emozione come la autodifesa armata nasconde i suoi scarsi risultati nella sicurezza e nella coesione sociale delle comunità! Salvano più vite  dalle tragedie  investimenti in cultura ed educazione che fomentare la trappola dell'odio e della paura. La sua la ritiene una etica del buon senso? Intercettare emozioni da far west è avvicinare al volto meno umano delle persone: il volto del sospetto e della vendetta. Serve una alleanza con i quartieri con la cittadinanza che non può essere prodotta da questo comunicazione/incitamento alla autodifesa armata ma da una vigilanza pubblica e privata che lavorino e cooperino insieme. Occorre indirizzare intelligenze e risorse perchè ogni cittadino abbia diritto a vivere in sicurezza, a curarsi, a conoscere. Alla violenza non si risponde con il gridare più forte! Non intendo farmi guidare ed essere gestito dal terrore, dalla non speranza, dalla vendetta: si minano le ragioni dell'umanità. Serve uno spirito civile e un buon esercizio delle virtù! Caro signor Bitonci perchè non mettere in tasca ai nostri figli/figlie delle armi? Potrebbe sempre esserci in agguato un ladro, uno stupratore, un  importunatore, cosa pensa? Mi piacerebbe far nascere in tanti ragazzi e ragazze il sogno che è possibile comandare il mondo con il servizio non con speculazioni assurde e tanto meno con le armi e la forza. Questa comunicazione non conviene a Lei, tanto meno al suo ufficio e impoverisce! Alla base di questa crisi odierna sta un forte senso di pessimismo, si pensa che l'uomo sia totalmente  incapace di far del bene. Il suo ruolo pubblico deve aver virtù maieutiche, riveste un ruolo pedagogico ed imitativo: quella comunicazione è dannosa! Serve far suscitare virtuosità nelle giovani generazioni e in chi a lei guarda! Sono forse un illuso utopista? Sono fuori dal senso comune? Penso esattamente il contrario. Il senso comune non è sufficiente, le vendette e le tristi morti di questi giorni  (Piombino Dese e Rovigo ) per  vendette rappresentano anche queste  ”senso comune”? Per questo le chiedo una etica civile...più civile perchè dal senso comune non si arrivi al comune senso di regolare i propri conti da sé!
 
                                                    Luciano Sguotti

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