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IDROVIA: DALLA ZUANNA INTERROGA IL GOVERNO

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Al Ministro dell'Ambiente, al Ministro delle Infrastrutture, premesso che: l’idrovia Padova-mare è una grande opera pubblica, progettata con finalità essenzialmente trasportistiche negli anni ’50 del secolo scorso e tuttora incompiuta. I lavori per la sua realizzazione andarono avanti a fasi alterne fino al 1992, e in quell’anno si può stimare che il 60% dell’opera fosse stato completato. A partire dagli anni 2000, l’idrovia è stata riproposta con funzioni multiple: trasportistiche, di scolmatore delle piene del Brenta-Bacchiglione, di vettore di sedimenti e di acque dolci verso la laguna di Venezia, nonché di corridoio ecologico di collegamento fra il territorio padovano e quello lagunare di sicuro valore ambientale. L’opera è stata recentemente inserita dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, nell'elenco delle opere incompiute del Veneto, all’interno del dossier presentato il 2 luglio 2015. Oltre ai grandi vantaggi che il completamento dell’idrovia Padova-mare apporterebbe  dal punto di vista del contenimento dell’inquinamento atmosferico (in un territorio già pesantemente compromesso dal traffico automobilistico), l’opera in questione viene considerata da molte Amministrazioni comunali, da Legambiente, dalla CIA-Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto, e da diversi Comitati e associazioni di Cittadini come assolutamente necessaria, data la sua importantissima funzione di canale scolmatore, a salvaguardia del territorio padovano e veneziano dalle ricorrenti e devastanti alluvioni.  La funzione dell’idrovia Padova-mare per risolvere in modo definitivo i problemi delle alluvioni del bacino Brenta-Bacchiglione ha solide basi scientifiche, tra cui studi e modelli matematici realizzati da team di accademici di indiscusso valore, come il Prof. Luigi D’Alpaos. In questi studi si è anche evidenziato il ruolo positivo dell’idrovia nel recupero della morfologia lagunare grazie all’introduzione in laguna in modo controllato, e se si vuole sperimentale, di acque fluviali cariche di sedimenti distolte dal Brenta-Bacchiglione. Il vantaggio sarebbe duplice, da una parte apporto diretto di sedimenti, dall’altra una maggiore produzione di suolo organico, compensando parzialmente, ma in misura significativa, le perdite di sedimenti che si registrano attualmente nella laguna di Venezia (attorno a 500 mila m3/anno).

La Giunta regionale, dopo aver fatto realizzare uno studio di fattibilità che risale al 2012, su spinta anche dei Consiglieri del Partito Democratico, ha commissionato una “Progettazione preliminare per il completamento dell’idrovia Padova-Venezia come canale navigabile di V classe”. Tale studio dovrebbe essere ultimato nell’aprile del 2016.

Mentre la sola alluvione del 2010 arrecò danni al bacino Brenta-Bacchiglione per oltre 500 milioni di euro, il completamento dell’Idrovia Padova-mare avrebbe un costo stimato in 600 milioni di euro.

Considerato altresì che:
il Distretto Idrogeografico delle Alpi Orientali – il cui Comitato Istituzionale è presieduto dal Ministro per l’Ambiente e del cui Comitato Tecnico fanno parte anche rappresentanti del Ministero per l'Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – deve redigere il Progetto di Piano di Gestione del rischio di Alluvioni, approvandolo inderogabilmente entro il 22 dicembre 2015, trasmettendolo immediatamente alla Commissione Europea, indicando in tale piano le opere di contrasto alle alluvioni da completare con un preciso crono programma;
considerato inoltre che
la versione preliminare del succitato Progetto di Piano di Gestione del rischio di Alluvioni colloca i lavori di realizzazione dell’oggetto Idrovia Padova-mare nella “Misura di Protezione M32.1, n.8”, ossia in una fascia temporale non prioritaria, cioè nella cosiddetta “2^ Fase – A”, che va dal 2022 al 2024, e prevede uno stanziamento di soli 92 milioni di euro da destinarsi all’Idrovia Padova-mare, a fronte dei circa 600 milioni necessari per il suo completamento, stimati dallo studio di fattibilità;

il mancato inserimento nel Progetto di Piano di Gestione del rischio di Alluvioni dell’idrovia Padova-mare come opera da iniziare e completare il più presto possibile può compromettere l’accesso a fondi comunitari, essenziali per completare l’opera stessa.

Tutto ciò premesso e considerato,

si chiede ai Ministri in oggetto se:

visti i gravi rischi di inondazione cui sono soggetti i territori delle province di Vicenza, Padova e Venezia attraversate dai fiumi Brenta e Bacchiglione;

viste le altre importanti funzioni di carattere trasportistico e ambientale che il canale-idrovia potrebbe assumere;

intendano attivarsi con la massima urgenza:

affinché nel Progetto di Piano di Gestione del rischio di Alluvioni (di competenza del Distretto Idrogeografico delle Alpi Orientali) il completamento dell’Idrovia Padova-mare vada collocato nella scansione temporale corrispondente alla Fase 2016-2021, almeno per quanto riguarda la progettazione esecutiva e un primo stralcio dei lavori;

affinché l’importo previsto di soli 92.000.000 di euro sia adeguatamente rivisto in modo da pervenire  al più presto alla realizzazione di tutti gli interventi di adeguamento necessari.

DALLA ZUANNA, CASSON
BIGNAMI
CUCCA
DE PIN
FASIOLO
FAVERO
FILIPPIN
FRAVEZZI
MANASSERO
MASTRANGELI
PAGLIARI
PICCOLI
PUPPATO
ROMANO
SOLLO
ZIZZA

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