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BETTIN: «ALPITURIST BITONCI NON POTEVA ESSERE ALL’OSCURO»

on . Postato in Rassegna Stampa

MATTINO DI PADOVA 18 OTTOBRE 2015 - «Non basta affatto dire non potevo sapere». Massimo Bettin, segretario provinciale del Pd, interviene sul caso Alpiturist, la società vicentina accusata di avere sottratto 3,6 milioni di euro alla tassazione ed evaso 400mila euro di Iva che vede il primo cittadino Massimo Bitonci quale membro del collegio sindacale. Ovvero dell’organo di controllo interno. «Milioni di euro nascosti al fisco, lavoro nero, probabilmente bilanci adulterati in maniera fraudolenta: non si scherza su queste cose e non basta affatto dire non potevo sapere, non era mio compito, non mi sono accorto» sottolinea Massimo Bettin. «Quando una persona è il sindaco di un’importante città non ci può essere distinzione tra quello che si fa da commercialista per società private e l’incarico pubblico, su tutto deve regnare una candida e assoluta trasparenza». Per questa ragione, il segretario provinciale del Pd esorta Bitonci a presentarsi «subito in Consiglio comunale per dare risposte su questa torbida vicenda, e non pensi di fare al suo solito quando davanti alle domande scomode oppone sorrisetti saccenti ed esce a bersi un caffettino senza dare risposte. Deve dare conto ai cittadini, subito. In molti credo siano interessati a sapere se intenda mettere nel controllo delle casse comunali la stessa solerzia e lo stesso rigore avuto per quelle della società su cui hanno indagato le forze dell’ordine individuando fatti che paiono molto gravi». Sul caso interviene anche la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista. «E bravo sindaco Bitonci» si legge in una nota. «Da revisore dei conti della Alpiturist (e quindi incaricato di controllo della legalità e di vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società sul suo concreto), gli sarebbero sfuggiti oltre 3,6 milioni di euro sottratti alla tassazione e un’evasione Iva di 400 mila euro. Inoltre, non si sarebbe accorto che la stessa società ha impiegato 19 operai irregolarmente e 13 in nero. Possiamo avere qualche dubbio quando lo sentiamo fare dichiarazioni roboanti sulla legalità e sulla correttezza amministrativa? Sì, dobbiamo avere qualche dubbio» conclude. «E possiamo solo sperare che lui non abbia quelle stesse distrazioni anche nella gestione della cosa pubblica».

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