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Esternalizzazioni: l’affondo del pd «Saia ha speso 674 mila euro danneggiando i padovani»

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Mattino di Padova 11 Ottobre 2015 - «Se si modifica un contratto d’appalto è necessario fare una gara. Qui non parliamo di un solo provvedimento, ma di ben tre e per una somma totale di 674mila euro». Il capogruppo del Pd Umberto Zampieri, torna a criticare l’amministrazione e nel mirino ci sono ancora una volta l’assessore alla sicurezza Maurizio Saia e il comandante della polizia locale, Antonio Paolocci. Il contratto d’appalto a cui si riferisce Zampieri è quello vinto nel 2012 dalla capofila ligure Gefil, con Megasp e Net-Telerete per la riscossione delle multe, quando ad amministrare la città c’era la giunta di Flavio Zanonato. Contratto in scadenza nel 2016. Cosa denuncia adesso Zampieri? «Il 31 luglio di quest’anno, il comandante Paolocci firma tre diversi provvedimenti, affidando alla Megasp altri tre incarichi fuori appalto: la riscossione coattiva delle multe per sostituire Equitalia (381mila euro), la redazione dei verbali attraverso i tablet (100 mila euro) e il servizio di tutela legale davanti al giudice di Pace (193 mila euro). Nessuno di questi servizi è andato in gara, e sono stati affidati tutti alla stessa società, senza cercare un’offerta più vantaggiosa sul mercato, senza garantire parità di accesso, senza dimostrare la congruità dei prezzi rifacendosi solo alle proposte della ditta stessa e per di più fino al 2017, quando il contratto sarà scaduto. E infine, fattore molto importante, spendendo i soldi dei padovani». In sostanza, secondo Zampieri, l’amministrazione ha preferito prolungare un contratto già in essere con la società Megasp, affidandole tre ulteriori incarichi con tre diversi provvedimenti, aggiungendo alle spese di appalto già previste altri 674mila euro. Uno di questi è quello della tutela legale, in cui si prevede che siano avvocati esterni a difendere il Comune contro i ricorsi presentati dagli automobilisti davanti al giudice di Pace. Su questo tema c’era stato un lungo scontro tra Zampieri, Saia e Paolocci durante la commissione sicurezza della scorsa settimana. Saia si era difeso dalle accuse appellandosi al Regio Decreto del 1923: «La legge ci dà l’opportunità di estendere la fruizione quantitativa di prestazioni, basta che non superi un quinto dell’importo complessivo dell’appalto». «Peccato che, nel frattempo, sia stato firmato un decreto dal Presidente della Repubblica nel 2010, il 207 sul codice dei contratti che, all’articolo 311 smentisce Saia. La norma prevede che la stazione appaltante non possa richiedere alcuna variazione ai contratti stipulati, se non in casi specifici, tra i quali non rientrano certo quelli citati dalle determinazioni firmate da Saia e Paolocci». Infine l’affondo di Zampieri: «Nessuno accusa l’assessore o il comandante di illecito, ma di aver accettato proposte di una sola società,per 674 mila euro, a danno dei padovani».

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