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IL PARTITO DEMOCRATICO DI PADOVA E LE EMERGENZE UMANITARIE

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Care democratiche e cari democratici, per favorire una riflessione e l'aquisizione di una posizione comune sulla cosiddetta "emergenza profughi" , venerdì 24 aprile si è riunita la direzione provinciale del PD alla presenza di sindaci, parlamentari e segretari di circolo. La discussione è stata lunga e utile, conclusa con un voto unanime sul documento pubblicato di seguito dove troverete la posizione ufficiale del Partito Democratico di Padova. Un passo avanti concreto e unitario per lanciare messaggi coerenti a tutti i livelli e avere alcune coordinate per affrontare questo fenomeno con cui è prevedibile ci cimenteremo ancora a lungo.

Un caro saluto

Massimo Bettin
Segretario Provinciale PD


IL PARTITO DEMOCRATICO DI PADOVA E LE EMERGENZE UMANITARIE

I conflitti, le tensioni e le drammatiche condizioni sociali di estrema miseria che colpiscono alcuni paesi dell’Africa centrale e settentrionale e del Medio oriente stanno causando intensi flussi migratori verso l’Italia e l’Europa di persone disperate che scappano da guerre, fame, persecuzioni politiche e religiose. Nonostante l’impegno del governo italiano e dell’unione europea per affrontare e gestire tale migrazione migliaia di persone in fuga si affidano a trafficanti che organizzano viaggi disumani provocando spesso l’affondamento delle imbarcazioni e la morte dei passeggeri: nel mare Mediterraneo si sta consumando una terribile strage. L’Onu e l’Ue prevedono un flusso dall’Africa verso l’Europa di circa un milione di persone nei prossimi 5 anni. Dopo i disastri, le carneficine e le deportazioni che hanno caratterizzato in modo tragico le dittature nazifasciste e la seconda guerra mondiale, l’Italia, l’Ue e i principali paesi hanno costruito un sistema di norme e di trattati per assicurare alle persone in fuga dai conflitti, dalla miseria e dalle persecuzioni politiche e religiose il diritto all’asilo e all’accoglienza. La Costituzione italiana all’articolo 10 sancisce il diritto all’asilo per lo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche. La convenzione di Ginevra del 28.7.1951 (ratificata dall’Italia nel 1954) riconosce lo status di rifugiato per lo straniero che abbia subito atti di persecuzione nel proprio paese. I trattati e le normative dell’Ue hanno introdotto l’istituto della protezione internazionale pe rifugiati, della protezione sussidiaria per lo straniero che non può tornare nel proprio paese senza correre pericoli di violenza o di danni, della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati.
Sulla base di questi principi l’Ue ha istituito un sistema europeo comune di asilo e di accoglienza fondato sui seguenti provvedimenti:
regolamento di Dublino n.343/2003 che determina lo Stato competente per esaminare le domande d’asilo;
direttiva accoglienza 2003/9 del CE, recepita nell’ordinamento italiano con il dlgs 140/2005, che stabilisce norme minime per l’accoglienza dei richiedenti asilo;
direttiva procedure 2005/85 del CE, recepita nell’ordinamento italiano con il dlgs 25/2008, che disciplina il procedimento per attribuire e revocare lo status di rifugiato;
direttiva protezione temporanea 2001/55 del CE, recepita dal dlgs 85/2003, che regola la protezione in caso di afflusso massiccio di sfollati.
Le persone che arrivano in Italia e presentano domanda d’asilo o dello status di rifugiato, mentre sono in attesa delle risposte, possono essere accolte nel sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), istituito dalla legge n. 189/2002, nei Centri d’accoglienza per richiedenti asilo (CARA), se c’è la necessità di determinarne identità o nazionalità o se sono stati fermati per ave eluso i controlli di frontiera o perché irregolari, nei Centri d’identificazione ed espulsione (CIE), se hanno commesso gravi reati nel proprio paese, se hanno subito condanne o provvedimenti di espulsione. Tali strutture sono finanziate dallo Stato attraverso il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell'asilo che per il 2015 è stato incrementato di 187,5 milioni dalla legge di stabilità. Le disponibilità del Fondo sono assegnate alle iniziative dei Comuni per l’accoglienza.
Per rendere più veloce l’esame delle domande il decreto legge 119/2014 ha raddoppiato (da 10 a 20) le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e ha aumentato il numero delle relative sezioni. Per i Comuni che ospitano un numero elevato di profughi (circa nell’ordine del rapporto 1 straniero ogni 10 abitanti) le spese per l’accoglienza sono escluse dal patto di stabilità.
L’Italia è sotto procedura di infrazione della CE per la limitata capacità di accoglienza del sistema di asilo. In Italia il rapporto fra rifugiati e popolazione e 1,2%, in Gran Bretagna 2%, in Germania 2,3%, in Francia 3,5%, in Olanda 4,4%, in Svezia 11,5%.
Il sistema di accoglienza a livello nazionale è stato stabilito dall’intesa raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni del 19.7.2014 e prevede che i richiedenti asilo e i rifugiati siano ospitati nelle Regioni in proporzione al numero degli abitanti. Gli Uffici Territoriali di Governo, responsabili dell’accoglienza, pubblicano un bando pubblico per individuare i soggetti ospitanti, che di solito sono associazioni o cooperative private. Tra i requisiti richiesti bisogna avere la disponibilità degli immobili e presentare adeguati progetti di integrazione. La base economica del bando è di 35 euro al giorno per persona. Le località sono quindi individuate in base alle offerte dei privati.
In base ai dati raccolti al mese di febbraio 2015 sono presenti in Italia 67.128 persone ospitate nelle strutture temporanee, nei CARA e nei posti SPRAR: in Veneto sono 2494, pari al 4%, mentre gli abitanti sono l’8% della popolazione nazionale. Risulta evidente che la nostra Regione ospita meno della metà delle persone che dovrebbero essere presenti. Inoltre in Veneto non ci sono né CARA né CIE e pertanto per utilizzare tali strutture le prefetture e le questure della Regione utilizzano quelle situate in altri territori.
Nonostante questi dati numerosi sindaci veneti hanno manifestato l’assoluta indisponibilità ideologica ad accogliere stranieri creando notevoli difficoltà agli Uffici territoriali del Governo e ai pochi Comuni che ospitano i profughi.. Le proteste sono il risultato di un allarmismo ingiustificato e della propaganda della Lega contro gli stranieri. Si deve peraltro considerare che in quasi tutte le Regioni, che ospitano in proporzione più profughi del Veneto assicurando tuttavia un coordinamento non ci sono state proteste e contestazioni
Il Partito Democratico di Padova condivide l’impegno del governo italiano, ribadito mercoledì 22 aprile dal presidente del consiglio Renzi in Parlamento, per sostenere progetti di aiuto e cooperazione con i paesi africani e del Medioriente, per accogliere i profughi nel rispetto dei trattati internazionali, per rafforzare il sistema europeo di accoglienza e per contrastare, anche con il ricorso a missioni militari decise in ambito europeo e Onu, il traffico di vite umane.
Per raggiungere questi obiettivi tutte le istituzioni devono svolgere il proprio ruolo con senso di responsabilità e a prescindere dall’orientamento politico
E’ dovere di ogni amministratore pubblico, a livello locale come a quello nazionale e internazionale, far comprendere le ragioni di misure emergenziali di ospitalità, adottate nel pieno rispetto dei diritti e delle aspettative delle comunità politiche, senza tuttavia sottrarsi ai doveri di umanità e di risposta a esigenze immediate ed elementari di altri esseri umani.
A livello territoriale, attraverso il coordinamento e la programmazione delle prefetture, tutti i Comuni devono dare la disponibilità ad accogliere i profughi in misura proporzionale agli abitanti e in base alla presenza di strutture idonee. In questo modo è possibile evitare soluzioni emergenziali che insediano numeri elevati di profughi in poche località.

Per queste ragioni il Partito democratico di Padova
  1. chiede che si insedi con immediatezza un Tavolo comune tra Enti Locali, Provincia di Padova e Prefettura di Padova coordinato dal Prefetto di Padova per una risposta alle emergenze umanitarie in modo condiviso e con i criteri della equità e della solidarietà
  2. invita i Sindaci e i consigli comunali ad accogliere i profughi,
  3. si impegna: ad organizzare attraverso le proprie strutture territoriali una campagna di informazione sui flussi migratori e sulle scelte del governo e dell’Ue, a promuovere iniziative per rafforzare la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione nel rispetto della Costituzione e dei trattati internazionali.

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