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Regionali 2015, la Moretti si candida e accetta le primarie

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Mattino di Padova 3 novembre 2014 - Il Partito Democratico veneto ha deciso di convocare le primarie di coalizione per scegliere il candidato governatore da contrapporre a Luca Zaia. Lo decide ieri pomeriggio, nel buio della sede regionale di piazza De Gasperi a Padova (dove salta la luce e nessuno sa come ripristinarla...), prima di trasferire la riunione della direzione nella sede che fu del Partito comunista italiano in via Beato Pellegrino. La retromarcia della segreteria regionale e della variegata maggioranza renziana del partito è fatta recitare, nel migliore stile leninista, a Roger De Menech: «La novità di questi ultimi minuti – spiega – è che Alessandra Moretti ha sciolto i dubbi e si candida alle primarie. Saranno primarie di coalizione e dobbiamo cercare di scegliere il miglior candidato a governatore del Veneto. Al Partito chiedo di anticipare le primarie al 30 novembre perché dobbiamo dare un segnale chiaro che siamo in campo subito per battere il centrodestra. Il nostro obiettivo è vincere nel Veneto, siamo alternativi al centrodestra, il nostro avversario è Luca Zaia che, d’accordo con Galan, ha distrutto e isolato il Veneto. Per fare questo abbiamo bisogno di un partito coeso e unito». Conferma il percorso il vicesegretario Piero Ruzzante, espressione dell’area Cuperlo: «Nel gruppo dirigente del partito c’era una precondizione per scegliere il candidato presidente: essere tutti d’accordo. Così non è stato e dunque abbiamo scelto la strada maestra, quella delle primarie. La nostra area ha indicato in Alessandra Moretti la candidata giusta per battere il centrodestra. Ma siano primarie delle idee e non solo di persone: dobbiamo aprire il cantiere alle civiche e alla società civile».
Per l’area renziana, Federico Vantini ha sigillato l’accordo sottolineando l’impegno ad appoggiare lealmente l’europarlamentare vicentina: «I nostri nemici sono l’immobilismo, la conservazione e la burocrazia. Alessandra ha le caratteristiche giuste per battere Zaia». Sostegno anche dall’area Civati, per bocca di Gianluca Mimmo, che ha escluso di presentare un candidato di area.
Simonetta Rubinato, soddisfatta per la strada imboccata delle primarie, ha confermato la sua candidatura: ha cercato di ottenere una deroga sul numero delle firme da raccogliere (quattromila), soglia considerata troppo alta «per chi non ha le segreterie di partito» alle spalle. Ma il segretario De Menech, non senza difficoltà, ha tirato dritto chiedendo alla fine la fiducia dell’assemblea. Che ha votato a larghissima maggioranza – 42 sì, 1 no e tre astensioni – la proposta di fare le primarie di coalizione, anticipare la data al 30 novembre, far slittare la presentazione delle candidature a oggi, 3 novembre, e di depositare le quattromila firme entro il 17 novembre prossimo.
La sintesi di Achille Variati, sindaco di Vicenza, è suggestiva: «La prima cosa che le due candidate dovranno guadagnare è la fiducia dei democratici. Galan, che sta dietro a Zaia, è l’avversario da battere: usiamo i punti di debolezza del centrodestra per farne punti di forza».
Il messaggio per la candidatura di Alessandra Moretti. L’eurodeputata Alessandra Moretti si candida ufficialmente alla presidenza del Veneto per il 2015 per il Pd, chiedendo però che entro fine novembre venga fissata una data per le primarie. «Davanti al rischio di vedere il Pd veneto spaccarsi intorno a questa scelta, ho deciso di rompere gli indugi e chiedere alla direzione regionale di indire le primarie e fissare una data che sia entro la fine di novembre», ha sottolineato Moretti.
«Sento la necessità forte di entrare subito nel vivo della competizione, perché siamo davanti a un’occasione storica e bisogna fare presto - ha sottolineato - Non ci sono qui in gioco le carriere e i destini politici personali, ma c’è solo il Veneto, una terra che necessita ora come non mai di azioni efficaci e concrete, e quindi non dobbiamo perdere un solo altro minuto». «Questa è una partita fondamentale per tutto il Pd e la vinceremo», ha aggiunto Moretti, secondo cui le primarie devono rappresentare «l’opportunità per un vero superamento delle logiche di corrente: anche in questo caso tattiche, strategie sterili e giochi di appartenenza politica rischiano di mettere in pericolo il raggiungimento del nostro obiettivo che è solo quello di riprenderci il Veneto. Il Pd dev’essere più che mai forte e compatto: non possiamo permetterci dissidi interni in questo frangente delicato».
«Ho ricevuto la chiamata del segretario regionale De Menech che mi ha chiesto la disponibilità a scendere in campo e inoltre devo tener conto dei molteplici appelli in tal senso che mi sono giunti in questi giorni anche da Roma, dal Pd nazionale, dagli amministratori e dai politici locali, così come dai circoli veneti. Mi chiedono tutti di esserci e sento dunque il dovere di assumere questa responsabilità: non mi sono mai tirata indietro, nella mia storia politica, e non lo farò di certo questa volta in cui c’è in ballo il futuro della mia terra», conclude Moretti.

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