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RIFIUTI E MAFIA, NACCARATO AL MINISTRO: «CHIARISCA SU ROSSATO»

on . Postato in Rassegna Stampa

CORRIERE DEL VENETO 3 SETTEMBRE 2014 - «E’ grave che Rossato, nonostante le indagini in corso e i procedimenti a suo carico, abbia avuto la possibilità di continuare ad operare per lungo tempo. Per queste ragioni presenterò un’interrogazione al ministro dell’Interno per sapere se l’imprenditore padovano sia ancora in possesso della certificazione antimafia e cosa intenda fare per prevenire e contrastare le infiltrazioni della mafia nel settore del ciclo dei rifiuti in Veneto». Le parole sono di Alessandro Naccarato, deputato del Pd e membro della commissione antimafia, in merito all’arresto, il 22 luglio scorso, di Sandro Rossato, imprenditore padovano nel settore dei rifiuti legato, secondo quanto sostiene la Dda di Reggio Calabria, ad esponenti della ‘ndrangheta legati alle cosche Libri e Condello. Rossato è finito nei guai in seguito a un’indagine che lo ha visto coinvolto, insieme ad altri, per associazione mafiosa turbativa della libertà degli incanti, aggravata dalla finalità di agevolare associazioni mafiose, intestazione fittizia di beni, sottrazione di beni sottoposti a sequestro, truffa aggravata. Gli arresti seguono un’inchiesta avviata nel 2001 sulle infiltrazioni mafiose nella gestione delle discariche e del ciclo dei rifiuti in Calabria, che a marzo 2006 aveva portato all’arresto dello stesso Rossato e di altre persone appartenenti alla ‘ndrangheta. «La vicenda Rossato rappresenta un esempio di come la criminalità organizzata, attraverso la collaborazione attiva di imprenditori e professionisti settentrionali è riuscita a inserirsi nel tessuto economico legale – scrive Naccarato in una nota - Per evitare facili strumentalizzazioni è necessario precisare che non tutte le persone e le imprese che hanno avuto rapporti con Rossato sono coinvolte nei procedimenti giudiziari. Pertanto devono essere distinti ruoli e responsabilità dei... protagonisti della vicenda». Il riferimento è a Sesa ed Etra, non coinvolte nei procedimenti giudiziari in corso. Nella costituzione e gestione della prima Rossato ha avuto un ruolo decisivo fino al 2005; la seconda, dopo avere stabilito relazioni imprenditoriali, ha acquistato un ramo d’azienda di una società controllata dalla famiglia Rossato nei primi mesi del 2014. «L’imprenditore – continua Naccarato - ha per anni promosso, gestito e amministrato un insieme di società in Veneto. Dal 1988 è stato socio e amministratore con altri familiari della Rossato Fortunato srl, con sede a Pianga (Ve), società per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. La famiglia Rossato ha partecipato come socio di minoranza alla costituzione della Società Estense Servizi Ambientali (SESA spa), controllata (51%) dal comune di Este (Pd), che gestisce il ciclo dei rifiuti in numerosi comuni della bassa padovana e della provincia di Treviso, una discarica nel comune di Este e un impianto per il trattamento della frazione umida. Sandro Rossato è stato vicepresidente di SESA dal 1995 al 2004, quando la famiglia Rossato è stata sostituita nella proprietà da società controllate dall’attuale consigliere di SESA Angelo Mandato e da alcuni suoi familiari». Dalle visure camerali risulta che Rossato ha un intreccio societario che porta a imprese finite in indagini per ‘ndrangheta in Calabria.

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