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Massimo Bettin: Opportunità e sviluppo Bitonci fa scelte opposte

on . Postato in Rassegna Stampa

Mattino di Padova 15 Agosto 2014. Ho letto con interesse l’intervento unitario di ieri dei tre segretari di Cgil Cisl e Uil riguardo le sfide che attendono una città che vuole restare grande, aperta e competitiva: cuore del Veneto che produce. Mi preme dire che il Pd di Padova e chi scrive continuano a ritenere fondamentale una gestione condivisa sulle grandi questioni che hanno a che fare col futuro di tutti. Certo una politica che sa assumersi la responsabilità finale di decidere non solo è fondamentale per produrre fatti concreti, ma è anche apprezzata dai cittadini come dimostrano le ultime elezioni europee. Tuttavia, ciò non deve indurre la politica al miraggio nocivo dell’autosufficienza. Resto convinto che fuori dai partiti e dalle loro leadership vi è molto di buono: per la politica l’ascolto non è mai gentile concessione ma un dovere e una precondizione. Il primo punto quindi è questo, la messa in pratica di traiettorie efficaci per il rilancio economico e produttivo di una comunità nasce anche da una condivisione laica e senza verità in tasca con tutte le energie che la attraversano. In una grande città, la trama delle istanze e delle modalità con cui esse trovano voce è ovviamente più complessa della colonna di simboli che albergano le schede elettorali. La crisi non molla, e non far cadere Padova in una situazione di logora stagnazione che rappresenterebbe un’autostrada a cinque corsie per la marginalità e quindi per un rapido impoverimento collettivo è la vera priorità, rappresenta da tempo il cardine della nostra proposta politica. Premesso che la ricchezza non nasce spontaneamente sull’albero degli zecchini d’oro, e che per attuare le necessarie politiche redistributive tramite criteri di equità essa va prima generata tramite precise scelte politiche, mi trovo completamente d’accordo sul fatto che la difesa della competitività del “Sistema Padova” in un contesto Vento ed europeo debba oggi essere il vero assillo quotidiano per ogni politico serio. Lungi da un clima di campagna elettorale permanente che non ci appartiene, proprio su questo grande assunto poggiamo tutte le nostre posizioni sui macrotemi. Per quanto nell’oggi ci troviamo a gestire una fase di opposizione non metteremo mai i nostri interessi di partito prima di quelli della città. Proprio per questo principio però, non possiamo non prendere atto che tutte le prime scelte attuate dall’amministrazione Bitonci in questi due mesi vanno incredibilmente nella direzione opposta rispetto a una Padova che invece ha bisogno di cogliere opportunità e sviluppo. Non possiamo permetterci di perdere cinque anni a inseguire sparate dai grandi titoli e dai risultati nulli, non posiamo consegnare a chi verrà una città trasformata in periferia decadente del Nordest. Una Padova con tanti crocifissi e imbarbarita da scontri interetnici, dove in compenso i nostri giovani potranno parcheggiare in un centro deturpato da auto e smog senza problemi quando di tanto in tanto rincaseranno dai centri lontani nei quali avranno trovato quel lavoro che qui non c’era più. Voi giustamente ponete il tema della difesa dell’eccellenza sanitaria. Si difende forse mettendo in atto artifici politichesi e commissioni che, come anche un bambino sa, porteranno solo a non fare un tubo? Tagliare i servizi sociali di tutti per attuare propagandistiche decurtazioni lineari delle imposte, miliardari compresi, è un buon modo per garantire dignità e coesione nella crisi? Può un sindaco espressione di una forza politica sciovinista e campanilista che vuole uscire dall’euro cogliere per Padova le straordinarie opportunità di soldi veri e sviluppo che giungeranno nei prossimi anni dai fondi strutturali? È stato giusto rinunciare in partenza e quindi buttare nel cestino i fondi nazionali sulla nuova linea del tram solo perché erano frutto degli sforzi congiunti di chi rappresenta o ha rappresentato la nostra comunità a Roma ma non la pensa come Bitonci? Quando sempre Bitonci nei suoi tweet, probabilmente in ossequio più alla sua fede leghista che al suo ruolo istituzionale definisce il presidente del consiglio “#renziilnulla” siamo sicuri che stia perseguendo quei rapporti di leale collaborazione, alla base di ogni sforzo comune per ottenere risultati positivi in favore della città che governa? Cari amici di Cgil, Cisl, Uil, cari padovani, questi sono interrogativi che lancio a me stesso e a voi. Per l’intanto posso garantirvi che esattamente con la determinazione con cui impediremo che Padova diventi piccola piccola, faremo sempre la nostra parte qualora usciti da questo “blaterame” ideologico si inizierà a parlare del bene della città. Una città che vogliamo capitale del lavoro in Veneto, fucina di opportunità. Laboratorio dello star bene in maniera solidale e civile.

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