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FEDERICO OSSARI ALL'ASSEMBLEA PROVINCIALE PD

on . Postato in Rassegna Stampa

Buongiorno a tutti e ben ritrovati. In queste 4 settimane dopo il voto politico non sono mancati gli appuntamenti in cui si sono analizzati i dati, ma soprattutto si è cercato di capire quali sono state le cause di una mancata e piena vittoria del centrosinistra. Tuttavia, mi sembrava utile, in una fase molto delicata e complessa come quella che stiamo vivendo, discuterne con voi, aiutati anche dai nostri eletti che in questi ultimi giorni hanno contribuito a dare al Paese quel segnale di svolta importante, apprezzato da una larga parte di elettorato non solo nostro, eleggendo due figure di alto profilo e fuori dagli schemi tradizionali di partito, come Piero Grasso e Laura Boldrini, rispettivamente a presidente del Senato e Presidente della Camera.

E’ sotto gli occhi di tutti la singolarità del quadro politico in cui ci troviamo e dei forti rischi che questo nuovo tripolarismo porta con sé, in particolare se i deputati del M5S continueranno a mantenere ferma la loro posizione di non assunzione di responsabilità e di chiusura rispetto a qualsiasi ipotesi di collaborazione con le altre forze politiche in Parlamento.

Il Paese ha estremo bisogno di un governo che sappia dare alcuni segnali di cambiamento recependo le istanze che vengono dai cittadini, ma ha soprattutto bisogno di intervenire in modo concreto sulla grave situazione economica e sociale che ormai da troppo tempo sta affliggendo l’Italia e non solo. Temi come la tenuta del sistema economico, il lavoro, la giustizia sociale, il sostegno alla nostre imprese, all’efficentamento della macchina pubblica, possono, ma soprattutto devono essere messi al primo posto di qualsiasi agenda di governo.

Come noto a tutti, da ieri sera il nostro segretario nazionale ha una responsabilità aggiuntiva alla quale non poteva e non può sottrarsi e cioè quella di provare a formulare una proposta concreta per il governo del Paese. Una necessità, oltre che un dovere, per cercare di uscire dalle secche in cui l’Italia si trova dopo un periodo devastante del governo PDL/Lega, solo in parte mitigato dall’ultima parentesi del governo Monti.

Nessuno di noi sa come andrà a finire. Le variabili in campo sono molte e per questo nessuno è in grado oggi di dipingere scenari certi. Quello che sappiamo è che Bersani e i nostri rappresentanti proveranno in tutti i modi a fino in fondo a dare quelle risposte che i cittadini si attendono dalla politica, intesa non solo come espressione del governo della polis, ma anche come capacità dei partiti di farsi carico di un progetto e della responsabilità per realizzarlo.

E’ anche altrettanto evidente che il prossimo governo difficilmente sarà di legislatura. La debolezza dei numeri non permette di immaginare di andare oltre la realizzazione di alcune e ben definite cose che ci auguriamo possano comprendere anche la modifica dell’attuale legge elettorale. Un ritorno alle urne in tempi brevi con il porcellum, non risolverebbe il problema, anzi è molto probabile che si ripresenti una situazione simile a quella attuale, con l’aggravante che ci possa essere addebitata la responsabilità della mancata modifica della legge elettorale.

Come dicevo all’inizio, in queste settimane molte sono state le riflessioni e le valutazioni che tutti noi abbiamo fatto per cercare di comprendere le ragioni di questa non vittoria.
Senza addentrarmi più di tanto nei ragionamenti, provo solo ad elencare quelli che a mio avviso sono stati i nostri punti di debolezza emersi in questa campagna elettorale.



1)Dopo la bella e coinvolgente stagione delle primarie per il premier e per i parlamentari, ci siamo tutti illusi di avere la vittoria in tasca, favoriti anche da una controparte ( PDL e lega) allo sbando e da una sottostima del M5S.
2)La nostra lealtà al governo Monti non ha pagato. Il PDL che pure aveva votato insieme a noi molti provvedimenti “scomodi”, ha avuto un atteggiamento molto più distaccato ed ha saputo far passare l’idea che quasi loro non fossero al governo e soprattutto far dimenticare i disastri prodotti negli anni precedenti;
3)L’assunzione di responsabilità è stata percepita come conservazione e non come cambiamento. In questo senso quello che in un paese normale dovrebbe essere considerato l’elemento più qualificante, è diventato un limite.
4)Una strategia comunicativa che non è riuscita a mettersi in sintonia con le aspettative dei cittadini. Il grande e faticoso lavoro di tutti noi, con serate, iniziative, banchetti, porta a porta ecc, non ha prodotto i frutti sperati.
5)La vicenda del MPS che ha avuto un effetto dirompente anche per l’associazione che i nostri concorrenti hanno fatto tra quella banca ed il PD.
6)Da ultimo credo che abbiamo pagato il prezzo di un’immagine di un partito strutturato secondo vecchie logiche, fatto di tanti riti, ma di poca voglia di vero cambiamento. In una parola, anche grazie a buona parte della stampa e dei media, siamo stati percepiti come vecchia politica fatta di organizzazione e apparato che, almeno in parte, si nutrono di finanziamenti pubblici e pertanto sono un costo per la società.

Ora, tutti noi sappiamo che questo non è vero, ma sappiamo che purtroppo la percezione vale più di tante parole. Io credo che a breve, visto che saremo chiamati al congresso per eleggere il nuovo segretario nazionale e regionale, questi temi dovranno essere affrontati in modo serio e compiuto, a partire proprio dall’assetto organizzativo e dalla struttura che saremo in grado di mantenere, considerata la stagione degli ulteriori tagli del finanziamento pubblico ai partiti che si sta profilando.

Non so quale sia la soluzione al problema. Dovremo cercare di trovarla insieme, ma so che il rischio che corriamo è il rischio di crisi della democrazia. I messaggi sempre più forti che arrivano dagli elettori sono preoccupanti e non solo per la crisi economica, ma anche per la sempre più profonda convinzione che i partiti siano la causa di tutti i mali, costano e che non servono. Su questo Grillo ha costruito la sua recente fortuna elettorale.

Non possiamo permettere che il nostro Paese possa essere occupato da chi attua una deriva populista e centralista del potere, oppure continua a proporre ricette miracolose negando la realtà. Ecco quindi che dobbiamo essere riconoscenti ai quasi 10 milioni di elettori che ci hanno votato e dato fiducia, ma allo stesso tempo dobbiamo lavorare per far maturare un progetto di cambiamento anche interno al partito capace di farci diventare maggioranza vera di questo paese.

Si tratta di un lavoro impegnativo, ma indispensabile se vogliamo puntare in alto. Un primo appuntamento potrebbe diventare quello rappresentato dall’appuntamento del 26 e 27 maggio quando, nella nostra Provincia si andranno a rinnovare 10 amministrazioni comunali.

Mi pare giusto in questa sede dare almeno alcune informazioni che possano permettervi di avere un quadro della situazione, senza entrare nel dettaglio di ogni singola realtà.





Albignasego: secondo comune della Provincia. In questi giorni si sta chiudendo la candidatura a sindaco che sarà un iscritto PD. Si voterà con possibilità di doppio turno.
Piove di Sacco: si faranno le primarie il 7/4. Tre candidati, due PD e uno IDV. Amministrazione di centrodestra caduta anticipatamente. Anche qui, possibilità di doppio turno.
Mestrino: fatte primarie il 18/11. Il nostro candidato è sostenuto da una lista civica.
Galzignano: fatta lista civica con nostro candidato
Solesino: voto anticipato per lutto a seguito della morte di un nostro sindaco, Walter Barin. Candidato in continuità scelto all’interno dell’amministrazione uscente.
Santa Margherita d’Adige: voto anticipato per morte di Giuliano Nicoletti, sindaco storico di quel comune. Candidato in continuità.
Villanova di Camposampiero: Amministrazione “ibrida”, con la presenza di due nostri assessori in esecutivo. Il candidato sarà espresso dal PD, in continuità con l’amministrazione uscente.
Maserà: lista civica con nostra candidatura a sindaco.
Casalserugo: in queste ore si sta costruendo una lista. Candidato non ancora ufficiale.
Codevigo: diverse ipotesi in campo, non ultima una lista civica autonoma con candidato nuovo.

Come vedete un quadro variegato, ma complessivamente ben rappresentato da candidati autorevoli e che hanno fatto un percorso importante. I risultati conseguibili dipenderanno anche dalla presenza o meno di liste 5 stelle e, dove presenti, dal consenso che questi riusciranno a mantenere rispetto al voto politico.

Quello che è certo, è che faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per sostenere questi nostri candidati. Ottenere un buon risultato in questa tornata, significa prepararci per il grande appuntamento del prossimo anno dove ci sarà il grosso dei comuni in rinnovo amministrativo a partire dalla strategica partita che dovremo giocare nella città di Padova.

A tutti i candidati un grosso in bocca al lupo e un buon lavoro.

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