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Primarie del Pd, voto Bersani per guarire l’Italia

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Mattino di Padova 30 giugno 2012 - di PIERO RUZZANTE Segretario Pd città di Padova - Le primarie che, nel prossimo autunno, coinvolgeranno gli elettori del Partito Democratico e del centrosinistra saranno, innanzitutto, una festa della democrazia e della partecipazione. Il compito di tutti, dal primo dirigente all'ultimo dei militanti, è quello di trasformare questo appuntamento in una straordinaria occasione per la politica di riscattarsi, di ridurre la distanza fra cittadini e istituzioni e di entrare in connessione sentimentale con il Paese, con le preoccupazioni, le paure, le speranze, i sogni dei cittadini italiani. C'è un unico modo per riuscire in questo difficile compito: evitare scontri all'arma bianca, non puntare alla delegittimazione di chi la pensa diversamente, parlare di programmi, far comprendere che la prossima legislatura sarà di ricostruzione morale e materiale dell'Italia, far sentire la nostra gente protagonista di un progetto di riscatto nazionale. Non saremo chiamati a scegliere un uomo solo al comando, cui delegare la salvezza dell'Italia, un leader carismatico cui affidare il destino di un popolo (da questo punto di vista nell'ultimo ventennio abbiamo già dato); saremo invece chiamati a dare vita ad una speranza capace di coinvolgere le migliori energie del Paese, dovremo - insieme - costruire una proposta di governo credibile, che non nasconda il difficilissimo compito che ci aspetta, che non crei facili quanto inutili illusioni. Il confronto, quindi, dovrà essere innanzitutto sulle idee. Non sarà poi indifferente lo stile con cui ciascuna delle parti in competizione si confronterà con gli altri, anzi sarà decisivo, perché anche da questo dipenderà la possibilità di ridurre ad unità le diverse proposte e candidature. Per quanto mi riguarda, sosterrò con convinzione la candidatura di Pier Luigi Bersani. Lo farò perché ritengo che il segretario del Pd abbia le qualità necessarie a svolgere il delicato ruolo di presidente del Consiglio. È una persona competente, che conosce in profondità le dinamiche economiche del nostro Paese, ha maturato un'esperienza significativa sia come amministratore locale che come ministro della Repubblica. E, ogni volta che si è misurato con il Governo, si è dimostrato un innovatore. Ha poi guidato il Pd in anni travagliati, tenendolo unito, non rinunciando ad un punto di vista autonomo, creando le condizioni per l'alternativa. Infine mi convincono le sue idee sull'Europa, sul lavoro,sull'economia, sull'istruzione e sulla ricerca, sui diritti sociali e sulle libertà civili. Unire l'Europa e democratizzare le sue istituzioni, difendere i diritti dei lavoratori, allargandoli alla platea delle nuove generazioni che da troppo tempo vivono in una situazione di insopportabile precarietà; aprire il mercato, sostenere le imprese, liberalizzare le professioni; investire risorse nella scuola, nell'università, nella ricerca; favorire uno sviluppo intelligente ed ecologicamente compatibile, che non si rassegni al declino industriale ma punti all'innovazione tecnologica e alla qualità dei prodotti per tornare ad essere competitivi; combattere senza tregua la corruzione e l'evasione e alleggerire la pressione fiscale su imprese e lavoro, spostandola sulle rendite; riformare lo stato sociale riequilibrandolo a favore dei ragazzi; promuovere l'integrazione dei cittadini immigrati, riconoscendo loro il diritto di voto alle amministrative e la cittadinanza ai nati in Italia; riconoscere pari dignità alle unioni di fatto. Sono solo alcuni punti della piattaforma programmatica su cui poggerà la candidatura di Bersani. Non sarà una proposta chiusa, ma aperta alle idee e ai contributi dei territori, dall'associazionismo e dal mondo del lavoro. Non sarà una candidatura solitaria, ma di squadra. Saremo curiosi verso le buone idee di chi farà una scelta diversa dalla nostra. Consapevoli che riaccendere questa speranza nel futuro è già parte della soluzione dei problemi di questa Italia malata.

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