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«Carrocciopoli riguarda anche i leader padovani». Ruzzante e Naccarato (Pd) all’attacco: «Dallo staff di Conte al conflitto d’interesse di Bitonci fino al “caso” Businaro»

on . Postato in Rassegna Stampa

Chissà se troverà mai una risposta la domanda di Piero Ruzzante, segretario cittadino del Pd: «Giuseppe Bortolussi, candidato presidente del centrosinistra alle Regionali 2010, ha dichiarato per la campagna elettorale spese personali pari a 25 mila 576 euro, mentre il Pd ha sostenuto spese pere 1 milione 112 mila 845 euro. Il governatore Luca Zaia ha invece dichiarato zero euro di spese sostenute per la campagna elettorale. Poiché i mezzi a disposizione del candidato del centrodestra erano molti di più di quelli di Bortolussi, chi gli ha pagato le spese?». Ruzzante ha formulato il suo interrogativo ieri, a palazzo Moroni, insieme all’onorevole Alessandro Naccarato. «Non è vero che il Veneto», ha argomentato Ruzzante, «non è stato coinvolto in quella che in tempi non sospetti, abbiamo definito Carrocciopoli. Ricordo che la moglie di Flavio Tosi, senza essere laureata e senza concorso, è diventata dirigente, con un aumento di stipendio da 25 mila a 70 mila euro. Tiziano Conte, architetto, fratello dell’assessore Maurizio, ha avuto l’incarico per il progetto di un nuovo polo scolastico a Tombolo, finanziato dalla Regione con 880 mila euro. Il sindaco di San Martino di Lupari, Gerry Boratto, da impiegato a Montebelluna è diventato dirigente dell’Usl 15 per la gestione del territorio nel Bacino della Laguna di Venezia: il tutto vale un raddoppio di stipendio. Poi diventa capo della segreteria dell’assessore all’Ambiente». La ricognizione di Ruzzante non finisce qui. «La moglie del sindaco di Cittadella Massimo Bitonci», punta il dito Ruzzante, «è diventata dirigente della Casa di riposo di Cittadella, di cui lo stesso sindaco nomina tutto il cda. Ammessi al concorso solo i laureati in Economia, come la signora Bitonci, non le lauree equipollenti». Ultimo caso citato da Ruzzante quello di «Tiberio Businaro, sindaco di Carceri, che ha rapporti con società in odor di camorra e che è coinvolto nell’inchiesta sul clan Catapano. Businaro è stato chiamato dalla giunta regionale, relatore Luca Zaia, a far parte del cda di Finest ed è incredibile che nessuno gli abbia chiesto poi di dimettersi». Naccarato sottolinea che «a seguito dell’alluvione dell’autunno 2010, il più grande finanziamento pubblico “romano” è stato gestito in Veneto con procedure di protezione civile. Molti lavori sono stati eseguiti ben oltre i temi previsti».

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