MATERNA OBBLIGATORIA DAI TRE ANNI
Mercoledì 21 Luglio 2010 10:43
Agenda
lettera aperta alla giunta regionale,
all’assessore Sernagiotto,
ai consiglieri regionali
MATERNA OBBLIGATORIA DAI TRE ANNI
PER I COMUNI SAREBBE UNA PACCHIA…
MA LA REGIONE DEVE TROVARE 250 MILIONI AD ANNO
L’Assessore Sernagiotto in un recente incontro con i responsabili Provinciali FISM (federazione italiana scuole materne) si è lasciato andare a dichiarazioni sorprendenti: federalismo scolastico, obbligo scolastico dai 3 ai 15 anni, aumento di 2,5 milioni alle scuola paritarie.
A fronte di tale entusiasmo, che ci piacerebbe condividere con il neo assessore sorgono alcune domande:
1.l’assessore certamente sa che in Veneto dei 92.866 bambini dai 3 ai 6 anni accolti nelle scuole d’infanzia, 53.770 (57,9%) sono accolti nelle scuole Fism, 22.566 (24,3%) in strutture gestite da associazioni di genitori, e 6.872 sono accolti nelle scuole Comunali. Ora se di federalismo si parla e se gli enti locali sono i primi terminali nell’erogazione dei servizi alle famiglie venete, I COMUNI POSSONO SPERARE DI ESSERE INVITATI AD UN TAVOLO REGIONALE per apprendere dalla Regione e non dai giornali come si attuerà tale federalismo?
2.Visto che alle materne paritarie FISM i Comuni erogano un contributo almeno tre volte maggiore rispetto a quello regionale (tra i 400 e i 450 €/anno a bambino rispetto ai 115€ della regione) possiamo chiedere di essere coinvolti per discutere assieme le possibili prospettive e cosa comporterà un eventuale obbligo scolastico dai 3 ai 6 anni e su chi ricadranno i costi?
3.Se e quando si attuerà tale obbligo scolastico, possiamo sperare che così come avviene per l’obbligo scolastico oggi dove lo stato sostiene i costi del personale, così la regione si assumerà i costi del personale? Si tratta di quasi 8.400 dipendenti per un costo di circa 250 milioni di euro. la regione ha già provveduto?
4.Se si vuole attuare un vero federalismo, visto che le scuole d’infanzia sono di competenza regionale, allora la regione dovrebbe cominciare dal riconoscere la supplenza finora sostenuta da comuni e privato sociale e rifondere i costi completi degli operatori. Anche perché da decenni si stà consumando una vera e propria ingiustizia giacchè solo nella materne statali gli operatori sono a carico dello stato.
In fiduciosa attesa di essere invitati dall’assessore, come amministrazioni comunali, per discutere anche di questo e sentire proposte più precise su cui costruire il futuro delle nostre scuole e dare risposte corrette a migliaia di famiglie, porgiamo cordiali saluti.
Claudio Piron

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