«I tagli in Veneto toccheranno i 600 milioni»
Mercoledì 14 Luglio 2010 10:57
Rassegna Stampa
La denuncia del consigliere democratico Mauro Bortoli. Riduzioni ancora più pesanti per il 2012. VENEZIA. Calcolatrici roventi in Regione per registrare il seppur minimo mutamento nella manovra e calcolarne le potenziali ricadute in Veneto. Dopo l’incontro di venerdì tra Governo e Regioni, per il prossimo biennio si prospetta un taglio di 1 miliardo e 320 milioni.Una sorta di elaborazione in tempo reale che, al momento, si aggiorna ad ogni vertice romano. Quindi, sebbene i numeri non possano ancora dirsi definitivi - essendo condizionati dall’iter del decreto legge oggi in aula e dall’attesissimo maxiemendamento - secondo gli ultimi aggiornamenti, il taglio dei fondi relativi a deleghe della Bassanini come lavoro, polizia amministrativa, incentivi alle imprese, protezione civile, energia, trasporti pubblici, opere pubbliche, agricoltura, viabilità e ambiente, comporterà una riduzione nei trasferimenti di 400 milioni di euro per il solo 2011.
Ma non finisce qui: a questi si aggiunge un taglio del Fondo sanitario nazionale che per il Veneto potrebbe arrivare a 50 milioni di euro e un ulteriore mancato trasferimento per altri 150 milioni in settori che invece accedono al finanziamento diretto dallo Stato. Un ragionamento che, se confermato, porterà a 600 milioni complessivi i mancati trasferimenti al Veneto per il 2011. Questi diventeranno 720 nel 2012, di cui 450 milioni in meno sul fronte della Bassanini e 120 dal Fondo sanitario nazionale. «Zaia non difende i veneti» denuncia il consigliere regionale del Partito democratico Mauro Bortoli, all’indomani dell’incontro tra i governatori delle Regioni, il presidente Berlusconi e il ministro Tremonti a Palazzo Chigi. Secondo il consigliere democratico, Zaia si limiterebbe a eseguire gli «ordini di scuderia» diramati dal Governo: «Mentre Errani e Formigoni denunciano con forza l’iniquità della manovra e minacciano di restituire le deleghe sui servizi, il presidente del Veneto gioca la partita opposta: rompere il fronte delle Regioni» sostiene Mauro Bortoli «Ormai è chiaro che Zaia non può contraddire Tremonti. Nemmeno quando il ministro dell’Economia fa calare una vera e propria scure sul Veneto, privandolo di 1,320 miliardi di euro di risorse. Che fine ha fatto Roma Ladrona? E’ diventata di colpo virtuosa? Solo così si spiega che a fronte di una spesa centrale pari a 550 miliardi di euro, il taglio ai ministeri corrisponda ad appena 2,4 miliardi». Un sacrificio irrisorio rispetto a quello chiesto alle Regioni, costrette a tagli del 15%, tanto più se si considera che, nel caso dei ministeri, quasi due miliardi rientrano dalla finestra sotto forma di assegnazione alla Presidenza del consiglio.
Il consigliere del Pd, inoltre, si dice convinto che «nonostante Zaia continui a spacciare per alta diplomazia il suo imbarazzante immobilismo, i veneti si sono accorti che ha trasformato lo slogan prima il Veneto in prima Roma». L’ultima postilla di Bortoli è dedicata al discorso del presidente del Veneto in occasione dei 40 anni dalla costituzione delle Regioni: «Il 6 luglio scorso Zaia ribadiva pubblicamente che è impensabile continuare a chiedere sacrifici a chi ha già dato - spiega - e la settimana dopo si dimostra un campione di centralismo sostenendo la tesi contraria».
Il consigliere del Pd, inoltre, si dice convinto che «nonostante Zaia continui a spacciare per alta diplomazia il suo imbarazzante immobilismo, i veneti si sono accorti che ha trasformato lo slogan prima il Veneto in prima Roma». L’ultima postilla di Bortoli è dedicata al discorso del presidente del Veneto in occasione dei 40 anni dalla costituzione delle Regioni: «Il 6 luglio scorso Zaia ribadiva pubblicamente che è impensabile continuare a chiedere sacrifici a chi ha già dato - spiega - e la settimana dopo si dimostra un campione di centralismo sostenendo la tesi contraria».

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