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Da Padova la sfida di Veltroni

Postato in Rassegna Stampa

Il candidato alla segreteria del Partito democratico stasera al centro Papa Luciani


PADOVA. Il tour ufficiale inizierà a settembre, sempre da Padova; ma già stasera si avrà un «assaggio» della «nuova Italia» che Walter Veltroni e il suo potenziale vice, candidato con lui in ticket alle primarie del Partito democratico, intende proporre agli elettori del Nord e del Nordest, a cominciare dalle riforme, dal federalismo fiscale, dalla riduzione delle tasse, dalla sicurezza nelle città. L’appuntamento è alle 21, nel Centro Papa Luciani, nel quartiere Forcellini.


Veltroni: un Pd che sappia decidere
Meno tasse e burocrazia e lotta severa all’evasione

Quando, accettando l’invito della Fondazione Musica per Roma, abbiamo iniziato a realizzare l’idea di tenere una «lezione» di politica, di fatto abbiamo accettato di affrontare una scommessa: quella di dare corpo e sostanza, attraverso le immagini e le parole di uomini e donne che riteniamo esemplari, all’idea di impegno, di senso civico, di partecipazione. All’idea del farsi carico degli altri, di ascoltare il nostro prossimo per poter proporre soluzioni concrete. In un momento in cui si corre il rischio della disaffezione e della chiusura nell’indifferenza, in cui la partecipazione alla politica dei cittadini è a dir poco sempre meno appassionata, abbiamo provato a tracciare l’orizzonte verso il quale muoversi, abbiamo provato a condividere i motivi di una scelta, a ritornare alle ragioni per cui è possibile lavorare insieme per un obiettivo condiviso. Abbiamo provato a mettere in chiaro quello che a volte rimane sottotraccia, a mostrare cosa può essere la passione politica, l’amore per il proprio Paese, il senso dello Stato e delle istituzioni, l’impegno per la propria comunità, la tenacia e la capacità di inseguire un ideale. E insieme a tutto questo, abbiamo voluto pensare alla concretezza di una politica che deve essere necessariamente lieve e forte, che deve saper ascoltare e trovare risposte, per accompagnare le aspirazioni e i progetti di ognuno. Una politica che sappia ridare fiducia e speranza nel futuro, che sappia essere vicina alle preoccupazioni quotidiane di un anziano non autosufficiente o di un giovane prigioniero della precarietà, che vede allontanarsi di anno in anno, di giorno in giorno, la possibilità di realizzare i suoi sogni. Una politica che sappia combattere a fondo l’evasione, e così possa iniziare a percorrere le vie per un alleggerimento della pressione fiscale. Una politica che, dunque, sappia scegliere, sappia decidere, mettendo al centro l’interesse generale, dell’intera comunità nazionale, quando si tratta di dire sì a un’infrastruttura o di avviare le misure per ridurre l’inquinamento ambientale.  Una politica che sappia sostenere l’impresa, che punti sulla capacità di investimento e di innovazione, che renda leggero il peso degli adempimenti amministrativi e contribuisca a costruire un contesto favorevole per l’iniziativa economica. Che scelga di sostenere chi ha il coraggio e l’inventiva per avviare una propria impresa, che sia al fianco di chi lavora duramente, di chi rischia, di chi si mette in gioco in prima persona. E ancora, che non rinunci e anzi rimetta al centro l’eguaglianza delle opportunità, non dei punti di arrivo ma di quelli di partenza, affinché ogni persona abbia la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni. Con un investimento continuo nei legami della comunità, nella costruzione di coesione sociale giorno per giorno, con la scelta chiara della strada dell’integrazione e dell’accoglienza accanto a quella della tutela della sicurezza. E’ di questa politica che c’è bisogno, di questa concretezza e di questa idealità, che ritroveremo anche stasera qui a Padova, nel Centro dedicato a Papa Luciani. Ci saranno in futuro, e proprio in questa città, altri momenti dedicati ad approfondimenti più specifici, per entrare nel dettaglio delle questioni, per sostenere proposte e misure concrete, prima fra tutte quella di un nuovo assetto del sistema fiscale italiano. Ma ognuna di queste proposte, di queste misure concrete, avrà valore proprio perché fa riferimento a ideali, a valori, a impegni presi. Alla scelta di fondo che è quella di pensare se stessi sempre in relazione agli altri, e di pensare non solo all’oggi ma al domani, al futuro del nostro Paese, di tutti gli italiani.

Walter Veltroni

 

Il viaggio nella nuova Italia parte dal Nordest in rivolta
PADOVA. Veltroni nel cuore del Nordest, che volta le spalle all’Unione e vota in massa Cdl: riuscirà il sindaco di Roma a convogliare la protesta degli insoddisfatti elettori veneti in nuovo consenso al Partito democratico? La prima risposta potrebbe già arrivare questa sera al Centro Papa Luciani a Padova, dove alle 21 il sindaco di Roma, metterà a fuoco prospettive e programmi. Il tour programmatico di Walter Veltroni prende il via dunque dall’epicentro della ribellione di artigiani e commercianti contro gli studi di settore, che oggi il governo si è impegnato a rivedere. Dall’economia alla sicurezza, all’urgenza di mettere il turbo allo sviluppo sintonizzandosi tuttavia sulla stessa lunghezza d’onda del rispetto ambientale. Ma i temi cari al Nordest e a questa terra di scontenti in rotta con il governo Prodi non si fermano qui. Veltroni lo sa bene, tant’è che gli organizzatori dell’evento - ovvero il centro studi Ettore Luccini - ha pianificato ogni punto dell’oratio veltroniana: infrastrutture, futuro di Venezia, ambiente, libertà d’impresa, federalismo fiscale, tasse, orgoglio di un popolo riemerso da solo dalla miseria e dalla pellagra, e sicurezza. Di tutto, di più. L’arrivo in città di Veltroni è molto atteso dai diessini e dagli esponenti della Margherita. In platea hanno già confermato la propria presenza il sindaco di Padova Flavio Zanonato e Piero Ruzzante, presidente del gruppo parlamentare della Camera, il più stretto collaboratore di Dario Franceschini, futuro numero 2 del Pd. E poi Margherita Miotto, segretaria di Dl e stretta collaboratrice di Rosy Bindi che mira a candidarsi alle primarie come leader dei cattolici democratici. Ci saranno ovviamente anche Fabio Rocco e Giovanni Gallo (Ds): insomma, il popolo del Partito Democratico della terra dei miracoli che guarda a destra e alla Lega. Ma ci sarà, in prima fila, estremamente interessato all’uscita padovana di Veltroni, anche il leader della Camera del Lavoro di Padova, quell’Ilario Simonaggio che tanti operai rappresenta. Sentitelo: «Sarà una buona occasione», dice il segretario della Cgil, «per sentire qual è la ricetta del possibile candidato a guidare il Partito Democratico per questo territorio di frontiera. Ha fatto bene Veltroni, con il suo giro di ascolto politico, a partire da Padova. So che tornerà a settembre per una vera consultazione con la società veneta. Noi siamo un sindacato che guarda alla radice dei programmi e dei progetti dei candidati e delle coalizioni. Per questa ragione, ciò che dirà Veltroni diventa indubbiamente di grande valore simbolico. Questo è un importante appuntamento per la democrazia e per l’attenzione dovuta a questa parte del paese. In queste settimane abbiamo difeso le ragioni del risanamento, equità, sviluppo del programma del governo Prodi, e oggi sul Dpef 2008-2011 confermiamo il giudizio positivo sui contenuti. Ma il Nordest si aspetta di più: e non sarà affatto facile per Veltroni convincere delusi, incerti, insoddisfatti di questo primo anno di navigazione dell’Unione». Non saranno invece della serata i «ribelli», ovvero i fedelissimi del gruppo di sinistra che fa capo a Fabio Mussi. Tra questi, Attilio Motta: «E’ chiaro che non ci saremo a Padova, anche se pur essendo usciti dai Ds abbiamo atteggiamenti di serena attenzione nei confronti di Veltroni. Lui è chiaramente la persona giusta per fare il leader del Pd, ci ha sempre creduto. Però la sua proposta sulla riforma elettorale che tende a spazzare via i partitini non l’accettiamo: l’impressione è che voglia allearsi ai partiti di centro. All’Udc, insomma, tagliando non solo il nostro 2% ma tutto quel 10-12% della sinistra storica e radicale». Anche se non ci sarà, Motta lancia tuttavia un messaggio a Veltroni: «In Italia deve sopravvivere un chiaro riferimento di sinistra. Noi vogliamo essere alleati del Partito Democratico, ma dalle ultime esternazioni non so se loro vogliano essere nostri alleati». Stasera, quindi, tocca a Veltroni rispondere: il viaggio a Nordest è appena iniziato.

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