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Padova

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STASERA ALLE 21 PIERLUIGI BERSANI A PADOVA

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altMartedì 11 Settembre ore 21.00 Pierluigi Bersani incontra Padova Festa Democratica
di Padova e del Veneto in via Sarpi. Sarà presente Flavio Zanonato Intervisterà Lucia Annunziata.              
Di seguito pubblichiamo l'intervento integrale di Pierluigi Bersani alla Festa Democratica Nazionale.                 Care Democratiche e cari Democratici,
eccoci qui. Siamo tanti qui e siamo stati tanti, tantissimi, nelle oltre duemila feste che abbiamo organizzato ovunque. Siamo un partito capace di rimboccarci le maniche. Siamo un partito popolare. Siamo un partito libero, senza padroni. Abbiamo radici in ogni luogo del paese e vogliamo bene alle nostre comunità, ciascuno di noi alla sua. Ma tutti assieme vogliamo bene all’Italia. Le vogliamo bene e tuttavia non ci piace ancora abbastanza. Ci piacerà davvero solo quando sarà garantito il diritto di ognuno di studiare, di lavorare, di aver soccorso nel bisogno, senza discriminazioni e senza mai dover mendicare un diritto con il cappello in mano. E neppure il mondo così come è, ci piace abbastanza. Per la violenza che lo agita, per le guerre e il sangue sparso fino alle porte di casa nostra. La pace può venire solo dalla libertà. Noi siamo amici di ogni donna e di ogni uomo che nel mondo ha la forza di alzarsi in piedi e battersi per la sua libertà e per la sua dignità. Così siamo noi. E sono questi valori che ci fanno più forti delle nostre debolezze. Questi valori sono le radici, i rami e le foglie della nostra pianta. Sono la strada che abbiamo fatto e quella che abbiamo davanti. Questi valori fanno sentire nostra una storia di emancipazione, di progresso, di democrazia, lunga più di un secolo e ci consegnano il compito di essere il partito riformista del secolo nuovo.
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Padova capitale veneta del consumo di cocaina

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Mattino di Padova 9 settembre 2012 - Con oltre 572 chili di stupefacente sequestrati e 739 persone segnalate nel solo 2011, Padova si conferma la capitale dello spaccio in Veneto. Lo rivelano i dati della Direzione centrale per i servizi antidroga. Parallelamente, nella città del Santo si è registrato il record delle operazioni di contrasto con 591 interventi, in un totale regionale di 1.473. Al secondo posto Venezia, con 345 chili di droga sequestrata e 498 segnalazioni, segue Verona con 293 chili e 382 persone identificate. Staccate Treviso con 131 chili e 223 segnalazioni, Vicenza (109 chili e 215 segnalazioni), Rovigo (rispettivamente 105 e 110) e Belluno con appena 0,10 chili di stupefacente sequestrati e 22 persone segnalate. In questo scenario, a farla da padrone nel Padovano è l’hashish, con quasi 485 chili recuperati, cui si aggiungono 53 chili di marijuana e 409 piante di cannabis. Seguono 14 chili di cocaina e altrettanti di eroina e un 5% abbondante di altre tipologie, comprese le sostanze sintetiche. Uno scenario che testimonia una costante lotta tra spacciatori e forze dell’ordine: «Il mercato delle sostanze stupefacenti è controllato dalle organizzazioni mafiose attraverso relazioni e rapporti con gruppi criminali che, nell’Italia settentrionale, ricorrono a manodopera straniera, soprattutto marocchini, tunisini, albanesi e nigeriani» sostiene il parlamentare del Pd Alessandro Naccarato
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PROVINCE: FINALMENTE SI FA SUL SERIO

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Il mattino di Padova – 22 luglio 2012 «Finalmente si fa sul serio». Alessandro Naccarato, deputato del Partito democratico, esprime un giudizio positivo sui criteri indicati dal Governo Monti per la riduzione del numero delle Province. «Dopo tanti anni di chiacchiere», argomenta Naccarato, deputato del Partito democratico, «si è avviata una riforma seria e si stanno razionalizzando i livelli di amministrazione. Ricordate? Fino a qualche anno fa la spinta era a istituire nuove Province. Quelle di Lodi e di Fermo, solo per fare due esempi, sono state istituite da pochissimi anni. In Veneto si è parlato a lungo della possibilità di realizzare la Provincia di Bassano. Ora finalmente si va in direzione contraria. E tocca alla Regione pronunciarsi sul ridisegno dei confini». Il processo di razionalizzazione, secondo Naccarato, è ancor più evidente quando di parla di Comuni. «Entro il 31 dicembre di quest’anno», ricorda il parlamentare del Pd, «tutti i Comuni sotto i 5.000 dovranno esercitare in maniera associata almeno tre funzioni fondamentali
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Non facciamoci scippare il Parco dei Colli Euganei

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Siamo sempre stati molto critici rispetto alle occasioni in cui il Parco Colli ha, secondo noi, tradito la sua "mission" di tutela e valorizzazione del territorio dei 15 comuni dei Colli Euganei, ma riteniamo che se passasse la proposta di legge presentata dalla Giunta Regionale il territorio degli Euganei sarebbe scippato di uno strumento di straordinaria potenzialità per uno sviluppo basato sulla valorizzazione delle inestimabili ricchezze paesaggistiche, naturalistiche, ambientali, storiche, monumentali e sui prodotti dell'agricoltura. La proposta della Giunta Regionale è davvero un furto verso il territorio che verrebbe privato di qualsiasi vera e seria capacità decisionale oltre che ad essere pericolosa per la gestione dell'ambiente e molto poco credibile sotto l'aspetto economico.
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Claudio Sinigaglia (Pd) accusa: «Il patto Galan-Lega ha portato al declino. Zaia? Fa il presidente di Treviso»

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Il modello policentrico, la concorrenza tra le città, la debolezza delle sue leadership condannano il Veneto al declino. Proprio nell’istante in cui la regione è attraversata da ben tre corridoi europei sui dieci selezionati dalla Commissione Europea. L’inchiesta del nostro giornale sulla prevalenza del peso di Verona rispetto alla «storica» area metropolitana Padova Treviso Venezia tocca il cuore del problema. Secondo Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Partito Democratico, «Padova ha perso la sua centralità». Per Vendemiano Sartor il tema, oggi, è «il rapporto del Veneto con il resto del mondo, non la concorrenza tra le sue città». E per Diego Bottacin questa situazione è figlia delle scelte della Lega tese a valorizzare ed esasperare il localismo. «Il dato di fatto – spiega Claudio Sinigaglia – è che Padova non conta più nulla, non è più centrale. E la responsabilità è di Galan e del suo patto con la Lega, cui ha appaltato la sanità in cambio dei project. La rappresentanza plastica è recentissima: Zaia annuncia il nuovo ospedale di Padova e la settimana dopo Coletto dice che non c’è un euro.

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