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Padova

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Epifani: premiata la serietà dei nostri candidati

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“Pur con la dovuta cautela siamo soddisfatti. Sono dati incoraggianti e le liste e i nostri candidati sono andati bene ovunque. Gli elettori hanno premiato, malgrado la bassa affluenza, la serietà e la capacità dei nostri amministratori”. Così il segretario del PD, Guglielmo Epifani commenta il voto amministrativo che vede il PD e la coalizione di centrosinistra in vantaggio in tutti i 16 capoluoghi di provincia al voto. “Noi ringraziamo i nostri elettori e rispetteremo l'impegno di fiducia per rinnovare le città”. “Avevo detto prima del voto che si tratta di un voto amministrativo e ora non cambio idea alla luce dei risultati. Ma è chiaro che c'è una volontà forte di cambiamento e questo rafforza la volontà del PD di dare dei governi che svolgano una funzione di servizio”. “A Roma Marino ha ottenuto percentuali altissime. Il PD si conferma di gran lunga il partito più votato mentre Alemanno ottiene il risultato più basso mai preso da un sindaco uscente . In vista del ballottaggio invito chi è interessato al rinnovamento a sostenere il candidato PD per dare a Roma la fiducia che merita”. È l'appello che Epifani rivolge in vista del ballottaggio nella capitale.
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Bilancio 2012 PD

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Cari segretari, eletti e dirigenti del Partito Democratico Provinciale di Padova, in allegato alla presente vi trasmetto, come ogni anno, il conto consuntivo del partito per l'anno 2012 approvato dalla Direzione provinciale lo scorso 29 aprile (clicca qui per scaricare il file PDF). Si tratta di un bilancio che, seppur positivo, è stato condizionato in corso d'anno da fatti nuovi e imprevisti che, se non fosse stato per gli introiti di natura straordinaria legati alle primarie di novembre, i risultati sarebbero stati decisamente diversi. In particolare possiamo rilevare come sia stato accertato:
1) un minore trasferimento del contributo regionale per circa 37.000 euro
2) un minor introito dai nostri eletti (circa 10.000 euro)
3) un minor gettito dalla quota tesseramenti ( 8.000 euro)
4) un aumento dei costi di affitto per circa 8.000 euro ( dal 2012 paghiamo anche la sede di via Beato Pellegrino).
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Camera, sì unanime alla ratifica della Convenzione di Istanbul

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La Camera ha approvato all'unanimità la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta nei confronti delle donne e la violenza domestica siglata a Istanbul nel maggio del 2011. Si tratta del primo strumento internazionale per la lotta alla violenza contro le donne. Il provvedimento va ora al Senato. Il provvedimento ha fatto il 'pieno' dell'Aula della Camera e cioè 545 si' su 545 presenti. L'Italia è la quinta nazione a ratificare il testo della Convenzione dopo Montenegro, Albania, Turchia e Portogallo. La proposta di legge era assegnata in sede referente alla Commissioni Esteri ed è a prima firma di Federica Mogherini, deputata del PD. Perchè la Convenzione diventi applicativa dovranno essere almeno 10 gli Stati che dovranno sottoscriverla di cui almeno 8 componenti del Consiglio d'Europa. La convenzione punta a gettare le basi per una forma di tutela completa per le donne intervenendo non solo sul piano della repressione ma anche sul quello della prevenzione, dell'assistenza, della sensibilizzazione culturale e dell'educazione.

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Zanonato ha giurato: «Subito al lavoro»

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Nel salone delle feste del Quirinale, Flavio Zanonato siede in seconda fila, tra la fascinosa Nunzia Di Girolamo e l'occhiuto Fabrizio Saccomanni. Quando il suo nome viene scandito, trotterella verso il tavolo presidenziale e rivolge un sorriso (ricambiato) a Giorgio Napolitano. Giura fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, stringe la mano a Enrico Letta. Sembra rilassato («Merito del sonno, stanotte avrò dormito sì e no un'oretta») e alle 11.48 smette virtualmente la fascia tricolore di Padova: il dado è tratto, da grande farà il ministro dello Sviluppo economico. Un passo indietro, perché in mattinata, Zanonato aveva lamentato «Lo scontro perpetuo e permanente nel Paese», auspicando «Un clima di pacificazione che aiuti a risolvere i problemi». Parole pronunciate in una splendida giornata di sole, con le comitive di turisti che affollano i padiglioni del Colle incuriosite dal via vai di grandi uniformi. Parole dimenticate, finché, di lì a poco, davanti a Palazzo Chigi, un uomo senza lavoro ferirà a colpi di pistola due carabinieri, gridando parole di odio ai politici. E il clima festoso della capitale diventerà di piombo.

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