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Boldrini presidente della Camera. Al Senato Grasso la spunta su Schifani.

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La Repubblica 16 Marzo 2013 - Sono Piero Grasso e Laura Boldrini i due nuovi presidenti di Senato e Camera. L'ex procuratore nazionale antimafia è stato eletto al termine della quarta votazione, nel corso di un ballottaggio sul filo dell'ultimo voto con lo sfidante del Pdl Renato Schifani. Alla fine lo scrutinio parla di 137 voti a Grasso e 117 per il presidente uscente. Un esito, quello di oggi, che sovverte tutte le indiscrezioni della vigilia, e segna un punto a favore del Pd. Non tanto perché il partito di Bersani ottiene il controllo di entrambe le camere, ma per la prova di innovazione data con la scelta di due nomi fuori dagli schemi della "vecchia politica".
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Su istituzioni cerchiamo dialogo e condivisione. Ciascuno assuma le proprie responsabilità

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L'informazione secondo la quale il Pd avrebbe già deciso di votare proprie candidature sia per la Camera, sia per il Senato, diffusa oggi anche dai Tg, non ha alcun fondamento. Il Pd conferma di essere alla ricerca di un dialogo aperto perché ciascuno prenda le proprie responsabilità di fronte al tema delle istituzioni e si arrivi se possibile ad una scelta condivisa. Fino all'ultimo il Pd lavorerà non per l'autosufficienza, ma per una larga assunzione di responsabilità.
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Gli 8 punti di Bersani

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Un 'governo di cambiamento' con un programma essenziale che si sviluppa a cominciare da 8 punti programmatici. E' la proposta che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha presentato alla Direzione del Pd per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento. Ecco le otto linee guida elencate dal leader democratico:


1) Fuori dalla gabbia dell'austerità. 
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell'eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione.

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