Rassegna Stampa

Padova

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Su istituzioni cerchiamo dialogo e condivisione. Ciascuno assuma le proprie responsabilità

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L'informazione secondo la quale il Pd avrebbe già deciso di votare proprie candidature sia per la Camera, sia per il Senato, diffusa oggi anche dai Tg, non ha alcun fondamento. Il Pd conferma di essere alla ricerca di un dialogo aperto perché ciascuno prenda le proprie responsabilità di fronte al tema delle istituzioni e si arrivi se possibile ad una scelta condivisa. Fino all'ultimo il Pd lavorerà non per l'autosufficienza, ma per una larga assunzione di responsabilità.
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Gli 8 punti di Bersani

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Un 'governo di cambiamento' con un programma essenziale che si sviluppa a cominciare da 8 punti programmatici. E' la proposta che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha presentato alla Direzione del Pd per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento. Ecco le otto linee guida elencate dal leader democratico:


1) Fuori dalla gabbia dell'austerità. 
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell'eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L'avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L'aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L'immediata emergenza sta nell'economia reale e nell'occupazione.
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Il mio piano per governare. Mi presenterO' alle Camere con 7-8 punti da realizzare subito. Mai larghe intese

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Chiamatelo come volete: governo di minoranza, governo di scopo, non mi interessa. Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare, che propone sette o otto punti qualificanti e che chiede in Parlamento la fiducia a chi ci sta». Pierluigi Bersani si gioca così le ultime carte. Chiuso nel suo ufficio, tormenta íl solito toscano spento. Ma appare molto più battagliero della mesta conferenza stampa di martedì scorso.Illeader del Pd prova a uscire dall'angolo rilanciando la sfida a Grillo («i suoi insulti non mi spaventano»), aprendo alle ipotesi di offrire le alte cariche dello Stato a M5S e Pd1 («sui ruoli istituzionali siamo pronti a esaminare tutti gli scenari») ma chiudendo definitivamente la porta a qualunque "governissimo" con Berlusconi («ora basta, di occasioni per dimostrarsi responsabile ne ha avute e le ha sprecate tutte»).

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