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Segretario Pd, Ivis sferza Roma: «Più rappresentanza a chi sta tra la gente»

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Mattino di Padova 21 Marzo 2018 - «Rivedere la rappresentanza dei territori al di là delle delegazioni parlamentari». Con un po' di politichese, inusuale rispetto ai suoi 26 anni, è stato il padovano Vittorio Ivis a mettere sul tavolo la "grana" più grossa nell'incontro tra i segretari provinciali e il segretario reggente Maurizio Martina che si è svolto ieri mattina a Roma. Con un intervento un po' alla Serracchiani il segretario padovano non ha risparmiato critiche alla composizione delle liste che, assieme ai meccanismi del Rosatellum, hanno innescato una situazione paradossale: «In Veneto 7 eletti su 10 sono concentrati in sole due province, altre tre province si sono trovate con un solo rappresentante o alla Camera o al Senato, e ben due non hanno nessun rappresentante. A Padova abbiamo un ottimo deputato come Alessandro Zan, ma siamo stati comunque penalizzati. E in Veneto ci sono un milione e mezzo di elettori che non hanno nessun rappresentante del Pd a Roma - ha sottolineato Vittorio Ivis - Eppure nel lavoro di ricostruzione dopo la sconfitta del 4 marzo dovremmo parlare anche a queste persone». Come è potuto accadere? «Abbiamo composto le liste quantomeno con dei criteri poco oculati rispetto alle dinamiche del consenso di base ma criteri molto ossequiosi delle dinamiche delle correnti interne», è la risposta che il giovane padovano ha "sbattuto" in faccia a Martina. Da qui la rivendicazione di un nuovo ruolo per i segretari provinciali: «Vogliamo essere ascoltati, vogliamo essere convocati, vogliamo e siamo pronti a dare il nostro contributo - è stato l'appello dal podio dell'assemblea - E penso che avremmo tutti a guadagnarne in efficacia della nostra azione, in condivisione delle nostre scelte e in come esse vengono trasmesse in maniera armonica e unitaria alla base». Considerare dunque i segretari provinciali e regionali come «uno degli organi che concorrono a elaborare le grandi scelte degli iscritti», ma Ivis ha anche rilanciato davanti al segretario nazionale la sua idea di referendum tra gli iscritti sul modello Spd. «Questa è casa nostra, nessuno si deve sentire accerchiato e nessuno padrone - ha concluso il giovane padovano - Fuori dal Pd, per me, non c'è spazio. Ma è ora di riconciliare il maggior numero di persone possibili con questo sentimento di appartenenza». L'intervento di Ivis non ha mancato di provocare polemiche tra gli altri segretari, suscitando più di qualche malumore tra i renziani più ortodossi. Ma anche alcuni apprezzamenti. E lo stesso Martina ha "capito l'antifona": «Dobbiamo porci il tema di come può esistere un partito anche oltre la rappresentanza parlamentare», sono le parole del segretario. Che poi ha insistito sull'unità e sulla ripartenza dopo la sconfitta: «Dobbiamo rimanere in campo e dare un messaggio di positività. Vi convocherò più spesso, già a partire da aprile», ha detto ai segretari provinciali prima di andare all'incontro con la delegazione M5S sulla presidenza delle Camere. Ma quella è già un'altra partita.

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