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MAFIA DELBRENTA. NACCARATO: "UN FENOMENO SOTTOVALUTATO. COSÌ HA PROLIFERATO IL MALAFFARE"

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Mattino di Padova 17 Marzo 2018 - Per anni in Veneto ha operato la mafia del Brenta, un'associazione a delinquere di stampo mafioso, che ha commesso gravi reati. Il gruppo è stato in larga parte smantellato dalle forze dell'ordine e dall'autorità giudiziaria ed è stato processato e condannato in base all'articolo 416 bis del codice penale. Le sentenze a partire dal 1994 hanno stabilito in modo inequivocabile che la mafia del Brenta non era una semplice banda criminale: era una vera e propria associazione mafiosa, composta da assassini, rapinatori, trafficanti di droga e di armi, sequestratori, avvocati, imprenditori. Nonostante l'efficace azione repressiva della magistratura, il fenomeno è stato ampiamente sottovalutato a livello istituzionale e sociale senza cogliere la gravità dei reati e senza approfondire la rete di rapporti e connivenze che l'avevano fatto crescere. È indicativo il fatto che, a parte qualche rara eccezione, l'associazione mafiosa guidata da Felice Maniero venga ancora chiamata "mala del Brenta", "banda Maniero", "mala del piovese", senza mai utilizzare la parola mafia. In questo modo, negando l'esistenza di un gruppo mafioso veneto, si è prodotta una rimozione lessicale e culturale per evitare di indagare a fondo sulle responsabilità dell'area grigia, costituita da professionisti, avvocati, rappresentanti delle istituzioni, operatori di banca, che ha consentito alla mafia del Brenta di accumulare ingenti risorse in larga pare ancora da scoprire e sequestrare. Molti capitali di provenienza illecita sono stati riciclati e utilizzati fino ai giorni nostri inquinando l'economia. Molte persone legate a quell'esperienza criminale hanno continuato a svolgere attività illegali e a mantenere relazioni illecite. Per questo bisogna diffidare delle dichiarazioni dei presunti pentiti che spesso sfruttano la collaborazione con le istituzioni per rafforzare il proprio ruolo e per inviare messaggi mafiosi agli associati. Nel frattempo sono tornati in azione alcuni criminali già appartenenti alla mafia del Brenta, che hanno recuperato, seppure in forma ridotta, legami, contatti e strumenti dell'organizzazione. Questi pregiudicati, dopo essere tornati in libertà, hanno ripreso a delinquere in particolare nel campo delle rapine e del traffico di droga, mantenendo spesso i precedenti rapporti con bande di giostrai. I gruppi criminali costituiscono, come in passato, un punto di contatto con esponenti mafiosi e si segnalano per i gravi reati contro il patrimonio: rapine, anche con armi da guerra, furti aggravati, traffico internazionale di droga e riciclaggio. La sottovalutazione della mafia del Brenta ha favorito l'espansione del fenomeno mafioso negli anni successivi. Infatti il successo della mafia del Brenta ha evidenziato l'esistenza in Veneto di una vasta area di soggetti disponibili a fare affari con il crimine organizzato. Le mafie si sono stabilite e sono cresciute in Veneto sfruttando queste disponibilità. Oggi l'azione dei gruppi criminali si avvale di rapporti continuativi con imprenditori locali, professionisti e operatori finanziari. Tali rapporti, basati su una convergenza di interessi, sono funzionali a commettere reati economici, come l'evasione fiscale, la bancarotta fraudolenta, le truffe, e a riciclare profitti illeciti, derivanti soprattutto dal traffico di stupefacenti. Così la criminalità organizzata è riuscita a entrare nell'economia legale e a condizionarla in modo silenzioso.
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IL SEGRETARIO VITTORIO IVIS ALLA DIREZIONE PD PADOVA 15 MARZO 2018

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Care Democratiche e Cari Democratici, abbiamo passato mesi intensi e complicati in vista delle elezioni politiche, ma è giusto dirci con franchezza che la sfida vera si apre ora. E molto dipenderà da come il Partito Democratico, anche qui a Padova, deciderà di gestire questa fase di necessaria e urgente analisi e riorganizzazione. In un momento di impasse come questo, è importante ribadire che il nostro partito, anche dopo il 4 dicembre, è per la vocazione maggioritaria. Il Partito Democratico vuole rivolgersi ad un sistema di valori ampio e trasversale nell’elettorato italiano e che non accetta di divenire minoritario nel Paese. Oggi, è necessario comprendere le ragioni di questa sconfitta per poter risalire la china e tornare a crescere. Ci tengo fin d’ora a dire che in questa e sola direzione spenderemo tutte le nostre energie.  Il risultato del voto è chiarissimo. Un 19% che rappresenta una fitta per tutti noi militanti che abbiamo provato a mettere in questa campagna elettorale anima e corpo come sempre, come ogni volta. Ma nella sua nettezza, rappresenta anche un’analisi del voto che non può essere semplicistica e sbrigativa, perché dietro ad un risultato così ci stanno mille ragioni e mille aspettative tradite che abbiamo il dovere di affrontare una ad una. Le affronteremo tutte, ma svolgendo un ruolo diverso da quello della legislatura scorsa. Saremo all’opposizione, per vigilare, controllare e proporre, rispettando la scelta fatta dai cittadini. LEGGI TUTTO

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Tesseramento 2018

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E' aperto il tesseramento PD 2018. Vi aspettiamo in Via Beato Pellegrino 16 a Padova dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Info: 049660544 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Maurizio Martina in Direzione Nazionale PD

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Credo non sfugga a nessuno di noi la delicatezza di questa Direzione e della fase nuova e dura che si è aperta dopo l’esito del voto del 4 marzo. Sento innanzitutto il bisogno di riconoscere la scelta che il Segretario ha compiuto dopo il voto, con le sue dimissioni, e voglio ringraziarlo per questo atto forte e difficile ma soprattutto per il lavoro e l’impegno enorme di questi anni.Sento anche il bisogno, insieme a voi, di non cercare a partire dalla Direzione di oggi scorciatoie o capri espiatori ...
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«Noi all'opposizione oppure referendum tra tutti gli iscritti Pd»

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Mattino di Padova 8 Marzo 2018 - «Tertium nullum consilium esse». Così, senza la possibilità di una terza soluzione, il padovano Tito Livio racconta la situazione dell'esercito romano nella battaglia contro i Sanniti alle Forche Caudine: la morte o l'umiliazione. Non che la condizione del Pd dopo le elezioni di domenica scorsa sia così tragica. Ma le alternative in campo non sono poi molte: all'opposizione o al governo in un'inedita alleanza con il Movimento Cinque Stelle. Un'ipotesi quest'ultima che raccoglie dai dirigenti padovani del partito un secco no. E così, parrebbe, anche dalla base. Tanto che il segretario provinciale Vittorio Ivis è pronto a sfidare anche i vertici nazionali: «Il voto ha dato al Pd un naturale ruolo di opposizione in questa legislatura - sottolinea - Ma voglio essere chiaro, perché abbiamo già vissuto fasi come questa e sappiamo che gli scenari possono mutare rapidamente. Se accadesse, per qualsiasi ragione, che gli organismi nazionali riflettessero su un'ipotesi di un nostro protagonismo istituzionale, in qualsiasi forma, allora penso che sarebbe sano e necessario chiedere l'opinione della nostra base e degli iscritti, come sperimentato anche in Germania e come previsto nel nostro statuto».
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