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Padova

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Ivo Rossi: "Per danneggiare l’opposizione il sindaco viola non solo la legge ma anche la Costituzione"

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L’ordinanza emessa dal Tar, che accoglie come fondate le motivazioni addotte dal Partito Democratico, traduce in modo straordinariamente chiaro e diretto, il senso di molte azioni amministrative del sindaco in carica: ovvero il suo porsi spesso, non solo fuori e al di sopra della legge, ma addirittura in palese violazione di principi sanciti dalla nostra carta costituzionale. Laddove il Tar afferma che: “deve ritenersi certamente prevalente l’esigenza di sostenere lo svolgimento di manifestazione di interesse culturale sociale e politico in quanto strettamente connessa con l’esercizio del diritto di associazione costituzionalmente garantito”, dice in sostanza che l’amministrazione di Padova non solo ha violato la legge ordinaria, ma si è posta fuori della cornice che regola la vita della nostra comunità nazionale. Non si tratta dunque solo di una scelta arbitraria, priva degli indispensabili criteri di imparzialità e ragionevolezza, che dovrebbero guidare le decisioni di chi si trova a capo di una città in regime democratico, ma anche di una scelta che presuppone un manifesto eccesso o addirittura abuso di potere che non può non essere sanzionato anche in sedi diverse da quella amministrativa. Non è un caso che questa decisione (come testimoniato da fonti giornalistiche che avevano appreso la notizia prima ancora che il provvedimento fosse firmato) sia stata assunta in sede politica e successivamente fatta controfirmare a funzionario compiacente. L’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale afferma anche che la delibera assunta dalla Giunta da me presieduta, nella quale è stato approvato il regolamento comunale, aveva finalità che il Tar considera legittime e che, dunque, l’attuale decisione del Comune si pone “fuori dei presupposti soggettivi e oggettivi”. In sostanza, si può dire che l’amministrazione in carica, come non era mai avvenuto in precedenza, agisce come se l’istituzione fosse un soggetto privato di cui disporre a piacimento per favorire i “propri” e danneggiare gli “altri”. Ne sono testimonianza non solo i continui atti su cui il giudice amministrativo è chiamato ad intervenire per ripristinare la legge, ma anche e soprattutto le continue denunce nei confronti di cittadini e di soggetti politici, rei di non pensarla come il sindaco.Il tutto, ovviamente, con spese a carico del Comune. L’ordinanza di oggi, affermando che siamo fuori del dettato costituzionale, ci dice che probabilmente anche altre magistrature potrebbero essere interessate a prendere in esame le violazioni e gli abusi, oltre che gli eventuali danni erariali prodotti.
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Deputate PD sul voto del Consiglio regionale: L'unica preferenza è la poltrona

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Le deputate padovane del PD Vanessa Camani, Giulia Narduolo e Margherita Miotto si uniscono al coro di critiche piovute addosso a Lega e centrodestra in Consiglio Regionale per la bocciatura della proposta di inserire la doppia preferenza di genere nella legge elettorale della Regione Veneto, ribaltando così il voto in commissione di pochi giorni fa. Dichiarano le deputate: "Purtroppo non siamo stupite della decisione della maggioranza di centrodestra di non offrire alle donne pari opportunità nell'accesso alla carica di consigliere regionale del Veneto. Questa scelta, infatti, è coerente con la poca attenzione e poca sensibilità che questa maggioranza ha dimostrato, in tutti questi anni, verso le questioni digenere".
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L’ART. 19 BIS VA RITIRATO AIUTA L’EVASIONE FISCALE

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MATTINO DI PADOVA 9 GENNAIO 2015 - Dopo la polemica scoppiata questa settimana in seguito all'inserimento dell'articolo 19 bis nella delega fiscale è utile cercare di ricostruire quanto accaduto per fare chiarezza e offrire una visione corretta del punto di vista del Pd sulla vicenda. In attuazione di una delega ricevuta dal Parlamento, il ministero dell'economia ha presentato un provvedimento che serve a dare certezza al diritto tributario con una legge delega di revisione del sistema sanzionatorio penale. Nel corso del Consiglio dei ministri del 24 dicembre è stata inserita una ulteriore norma - l'articolo 19 bis - estranea alla delega parlamentare. L'inserimento dell'articolo 19 bis è senza ombra di dubbio un errore grave e dannoso.
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NARDUOLO, PD: "HO SOTTOSCRITTO INTERPELLANZA URGENTE PRESENTATA DAL PD CONTRO LE STRUMENTALIZZAZIONI OPERATE DALL'ASSESSORE ALL'ISTRUZIONE VENETA DOPO I FATTI DI PARIGI"

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“La ministra Giannini intervenga per impedire che si verifichino nuovamente interferenze, come quella dell’assessore della regione Veneto, Elena Donazzan, che non solo sono inadeguate e irresponsabili, ma nuocciono agli studenti e al lavoro svolto da dirigenti e insegnanti”. Lo chiedono a gran voce numerosi deputati veneti del PD, tra cui la deputata padovana Giulia Narduolo, anche lei membro della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione come la collega Simona Malpezzi, prima firmataria dell'interpellanza urgente al Ministro dell’Istruzione che il PD ha deciso di presentare in merito alla circolare inviata dall’assessore regionale veneta all’istruzione.  “Anch'io - attacca la Narduolo - come la Rete degli Studenti del Veneto, di cui ho naturalmente sottoscritto l'appello, trovo inaudito e molto grave quanto fatto dalla Donazzan. E anche molto significativo a dimostrare la sua totale inadeguatezza, non solo a comprendere e gestire una fase tanto complessa e delicata come quella dell'integrazione e incontro (e purtroppo, alle volte, scontro) tra culture, ma anche a svolgere con criterio e coscienza il proprio ruolo di assessore regionale all'istruzione, vista la totale irresponsabilità dimostrata strumentalizzando, con le parole contenute nella sua circolare, la tragedia di Parigi".

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