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Padova

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Bettin: Ospedale, grazie a Bitonci ci cureremo a Verona...

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Mattino di Padova 23 luglio 2014 - Bitonci, nonostante i suoi poteri e le sue competenze si limitino alla concessione dell’area, pare aver deciso di utilizzare cocciutamente tutti gli strumenti a sua disposizione per mettere i bastoni tra le ruote al progetto, già molto avanzato, che se finalmente attuato consentirebbe a Padova di vantare una nuova e moderna struttura ospedaliera. Ovvero, onorando la sua storia, la sua vocazione e la sua Università, di rimettersi al passo con altre province venete beneficiarie di generosi finanziamenti della giunta Zaia che fin qui ha deciso nei fatti non solo di lasciare a bocca asciutta Padova e quindi la maggiore eccellenza del Nordest in ambito sanitario, ma anche di sottrarci per delocalizzarle a Treviso o Verona alcune delle punte di diamante indiscusse come lo Iov o la scuola di cardiochirurgia. Non è chiaro se il sindaco sia una sorta di Nerone che gode nel vedere la “sua” città scippata nelle eccellenze e ferita nel suo orgoglio o se semplicemente anteponga il tener fede ad ogni costo alle sparate della campagna elettorale. Nel suo splendido isolamento a trazione leghista, sordo anche agli appelli di una delle più prestigiose Università d’Europa, pare non preoccuparsi del futuro della più grande azienda di Padova e provincia, forse immaginando per la nostra sanità una prospettiva angusta di mediocrità e marginalità piuttosto che la costruzione di un polo in grado di attrarre le opportunità che oggi giungono dal contesto globale offrendo contemporaneamente ai padovani sviluppo, lavoro e la possibilità di curarsi nel migliore dei modi a casa loro.
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Beda (PD): «BITONCI DA' POLTRONE AGLI AMICI»

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Mattino di Padova 21 luglio 2014 - Le prime nomine del sindaco Bitonci hanno già agitato l’opposizione di centrosinistra. Questa la nota diffusa dal giovane consigliere comunale del Pd, Enrico Beda. «Sono davvero bizzarre le nomine del "sindaco di tutti"…», scrive Enrico Beda. «Dopo aver nominato Andrea Recaldin (candidato sindaco leghista perdente nel 2013 alle comunali di Piove di Sacco) suo capo di gabinetto, dopo aver nominato Fausto Dorio (candidato leghista perdente sia alle regionali del 2010 che alle comunali 2014 dove ha raccolto ben 64 preferenze nella lista Prima Padova) presidente di MAAP, ora Massimo Bitonci ha nominato consigliere di APS Holding Andrea Ostellari (candidato sindaco leghista perdente alle comunali di Curtarolo nel 2014). La domande a questo punto sono due: queste persone hanno particolari competenze per gli incarichi a cui sono stati assegnati oppure Bitonci dà poltrone agli amici leghisti “trombati” a spese di tutti i cittadini?», conclude il suo intervento Enrico Beda.

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BILANCIO AI GRILLINI. MICALIZZI ATTACCA

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Mattino di Padova 22 luglio 2014 - Il presidente del consiglio comunale, Roberto Marcato, oggi darà ufficialmente il via libera alle commissioni consiliari. A pochi giorni dall’approvazione del bilancio, Marcato ha sciolto le riserve sulle composizioni delle commissioni, sdoganate ieri pomeriggio anche dal sindaco Massimo Bitonci. La presidenza della commissione Sicurezza andrà a Simone Schiavo della civica del sindaco, quella della Cultura alla leghista Federica Pietrogrande, all’Urbanistica ci sarà Vera Sodero della lista Bitonci (vice Roberto Cruciato di Udc Ncd), mentre sarà del forzista Carlo Pasqualetto la quinta commissione che si occupa di Sociale. La sesta, che si occuperà di Sport, sarà guidata invece da Riccardo Russo. Quella che farà più discutere è la commissione Controllo e Bilancio (che tradizionalmente spetta all’opposizione) e che andrà a Francesca Betto del M5S.
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Ivo Rossi: «Resto in Consiglio e cambio il centrosinistra»

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Mattino di Padova 17 luglio 2014 - Ivo Rossi è tornato. Domata l’amarezza, a cinque settimane dal ballottaggio l’ex sindaco reggente, candidato del centrosinistra, riparte. Dal Consiglio comunale, dove tornerà a settembre. Dal lavoro, al ministero dell’Economia. E dalla sconfitta, su cui ha preparato un documento di riflessione che consegnerà al Pd. Per superare la disfatta e cambiare il centrosinistra «in senso riformista». «Ho voluto far passare un po’ di tempo per poter dare una lettura più rigorosa, evitando valutazioni a caldo che acuiscono le ferite, invece di sanarle. Ma il mio amore per la città mi porta ad assumere un impegno nei confronti di quei 45 mila che mi hanno dato fiducia e si sono fatti vivi in tanti modo toccanti. In queste settimane ho sentito tutto il peso della responsabilità di una vicenda che, ovviamente, non coinvolgeva solo me e ora lavorerò per evitare che si ripetano gli stessi errori. Il mio schema di riferimento resta quello di dire la verità, disponibile a pagarne il prezzo».

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