Rassegna Stampa

Padova

Stampa
PDF

INCHIESTA FANPAGE: UNA QUESTIONE ETICA E AMBIENTALE

Postato in Agenda

Scarica il Documento PD in PDF

1. IL SILENZIO ASSORDANTE DELLA LEGA
 Il Partito Democratico padovano si unisce a cittadini, amministratori locali e comitati nel chiedere trasparenza totale e immediati chiarimenti su quanto è scandalosamente emerso dal video diffuso in rete dalla testata giornalistica Fanpage circa il comportamento del responsabile dei rapporti esterni di SESA, il quale, propone a nome della SESA una lauta sponsorizzazione per 300.000 Euro. Per quale scopo? Questi atteggiamenti meritano una presa di distanza netta e priva di appello, chiediamo quindi che la Sindaca di Este non tentenni ulteriormente e che il Consiglio di Amministrazione della Società applichi il codice disciplinare ed etico allontanando immediatamente il responsabile rapporti esterni Sesa, già consulente del sottosegretario leghista all’ambiente Vannia Gava.

2. PIENA TRACCIABILITA' DEL MATERIALE, SIA IN ENTRATA CHE IN USCITA
La gestione del rifiuto umido e l’utilizzo del compost prodotto e conferito sui terreni agricoli della bassa padovana, da qualsiasi processo produttivo esso derivi, agricolo o industriale, richiede interventi di controllo a livello regionale efficaci, tempestivi a tutela della salute e dell’ambiente. Chiediamo a SESA e alle società che con essa collaborano (come quelle di proprietà del socio privato, ingegnere Mandato) di chiarire la tracciabilità del materiale che lavora, con particolare attenzione per il compost in uscita che deve essere sempre monitorato e riconducibile ad un mezzo trasportatore e ad un mappale catastale di sversamento. Riteniamo sia doveroso venga chiarito se il compost ripreso nel servizio sia riconducibile a SESA, da chi sia stato trasportato e se le quantità corrispondano effettivamente alle previsioni dei piani agronomici o meno, con il contributo di AVEPA e ARPAV. Chiediamo sia implementata la vigilanza sulla corretta classificazione dei rifiuti in entrata, con particolare attenzione per quelli di provenienza esterna alla regione del Veneto.

3. CHIEDIAMO MONITORAGGIO ESTESO e APPROFONDITO
Chiediamo, al Comune di Este alla Regione Veneto, di demandare ad un ente terzo e indipendente la campionatura dei terreni e delle aree su cui gli utilizzatori, anche privati, hanno cosparso il compost e chiediamo che il monitoraggio sia eseguito sfruttando un’ampia gamma di parametri, andando oltre ai soli previsti dalla legge, al fine di indagare al meglio e poter escludere la presenza di agenti inquinanti. Inoltre, proponiamo agli amministratori locali di intervenire con gli strumenti a loro disposizione, affinché sia implementato il controllo, la vigilanza e preservata la salute pubblica;

4. CHE FINE HA FATTO LA REGIONE?

Ricordiamo che le problematiche connesse al ciclo dei rifiuti in bassa padovana sono figlie dell’assenza di un adeguato controllo, il quale potrebbe essere correttamente svolto dal Consiglio di Bacino che tuttavia, non è ad oggi operativo. Noi richiamiamo tutte le forze politiche e gli amministratori alla responsabilità e, in primis, chiediamo con urgenza che quest’organo venga messo immediatamente nelle condizione di operare. In secondo luogo continuiamo ad auspicare ci sia la possibilità in futuro di rivedere la normativa regionale sui piani di bacino, che oggi ne prevede tre per la provincia di Padova, accorpandoli in uno solo in quanto un organismo unico ed omogeneo per tutto il territorio della Provincia avrebbe maggior efficacia e garantirebbe migliori standard di controllo. Resta che la Regione Veneto, su questo e su molto altro, ha grosse responsabilità per le sue inadempienze e per la scelta di aver varato ben dodici bacini dei rifiuti, contro i sette provinciali sufficienti. Chiediamo siano definitivamente superate intromissioni da parte di chi ha interessi diretti o indiretti negli organi di controllo, superando il “giochetto” più volte emerso in passato per cui il controllato è anche il controllore di se stesso;

5. SUBITO OPERATIVO IL CONSIGLIO DI BACINO

In questi anni la gestione dei rifiuti in Bassa Padovana ha fatto emergere la presenza di conflitti d’interesse, l’assenza di controlli adeguati, pratiche irregolari e truffaldine. Tutto parte dalla violazione delle regole del mercato e della concorrenza, ma questa situazione si aggrava anche per la presenza di gruppi criminali che operano nel settore commettendo reati ambientali e riciclando denaro sporco. La stessa concessione che oggi consente direttamente a Sesa di gestire numerosi servizi è stata eredita del fallimento della Padova 3 srl e dell’Ati allora costituito dal Consorzio Padova Sud, non è passata per una nuova gara e ha prodotto una sostanziale condizione di monopolio. Tutti questi elementi, aldilà delle eventuali responsabilità penali, delineano uno scenario dove l’assenza di concorrenza ha favorito condotte irregolari e interessi illeciti a scapito dei cittadini e dell’ambiente. Per questo il PD auspica una rapida conclusione dei processi e delle indagini in corso per individuare e punire i responsabili del disastro, è necessario che i responsabili dei danni patrimoniali vengano condannati e rispondano in solido per i debiti accumulati e scaricati sui Comuni e sui cittadini. Il PD, anche per questo, insiste nella piena funzionalità del Consiglio di Bacino, che potrà rinegoziare i servizi e le tariffe della concessione.

Alcune proposte finali, concrete ed attuabili:
- Dare subito piena efficienza al consiglio di bacino che finora è stato bloccato dalla Regione e da molti sindaci del territorio;
- Avviare seri approfondimenti che portino a comprendere l’opportunità di sospendere le autorizzazioni per nuovi impianti di biogas e biomasse nella zona della Bassa Padovana, già ampiamente popolata da questo tipo d’insediamenti;
- Programmare un nuovo sistema di controlli affidato a un soggetto indipendente individuato dalla Prefettura;
- Aumentate le verifiche su compost e digestato, vanno impediti gli sversamenti incontrollati e vietati quelli di materiale di scarsa qualità, che va smaltito in altro modo secondo la legge;
- Chiedere ai comuni la mappatura dei terreni sottoposti a sversamenti;
- Chiedere i comuni coinvolti rispettino le indicazioni della Corte dei Conti, la quale chiede siano accantonate le risorse per pagare i debiti prodotti dalla gestione fallimentare della società Padova Tre.

Queste proposte saranno sostenute e presentate in Regione e nei consiglio comunali del padovano.

DEMOCRATICA.COM