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Asili ai padovani doc. Il Pd davanti ai nidi «Bimbi discriminati»

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Mattino di Padova 21 Febbraio 2015 - «I genitori dei bambini temono che la discriminazione arrivi anche alle scuole d’infanzia». La denuncia arriva dai consiglieri comunali del Pd, che ieri mattina hanno volantinato davanti ai 17 nidi comunali, consegnando volantini e informando i genitori sugli effetti del nuovo regolamento per le iscrizioni al nido. Il criterio che assegna più punti a chi risiede a Padova da 20 anni, è il punto ritenuto discriminatorio dai Democratici e il motivo della mobilitazione di ieri. Volantini alla mano, i consiglieri Andrea Micalizzi, Claudio Piron ed Enrico Beda si sono divisi i quartieri e hanno incontrato i genitori davanti alle scuole, per discutere della questione. Spiega Andrea Micalizzi: «Hanno capito bene che ad essere penalizzate sono tante famiglie padovane». Aggiunge Beda: «Abbiamo incontrato e parlato con tantissimi genitori che arrivano da fuori, che magari vivono a Padova da poco, oppure sono rimasti dopo averci studiato e sono preoccupati che i loro figli possano avere problemi alla scuola dell’infanzia». Nei 17 asili nido comunali ci sono addirittura posti liberi, e il criterio di residenza rimarrà sostanzialmente fittizio perché non c’è nessuna corsa per accaparrarseli. Diverso sarebbe il caso se il regolamento venisse applicato anche nelle scuole d’infanzia. «L’assessore Brunetti ha dichiarato che bisogna portare più bambini negli asili e poi regolamenta in modo diverso», aggiunge Claudio Piron, «Per farlo bisogna recuperare risorse dalla Regione, chiedere al governo centrale di riequilibrare la distribuzione di finanziamenti per gestire i servizi e non aggiungere criteri discriminatori verso i bambini, per altro del tutto inutili. Questa è debolezza culturale e fragilità di pensiero». «Con questa mobilitazione abbiamo voluto informare le famiglie, e voluto affermare un principio: i bambini devono avere gli stessi diritti, da dovunque provengano», aggiunge il segretario cittadino del Pd, Antonio Bressa. Martedì pomeriggio la mobilitazione proseguirà davanti al Porto Astra in Guizza, subito dopo la proiezione dei film del “Cinema per le mamme”
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Riforma costituzionale, molti risultati

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Mattino di Padova 19 Febbraio 2015 - Si è concluso la scorsa settimana, nella notte tra venerdì e sabato, l’esame alla Camera della riforma della Costituzione: nonostante le polemiche aspre e spesso immotivate delle opposizioni e l’assurda volontà di bloccare il testo attraverso l’ostruzionismo, grazie alla determinazione del Pd, la volontà di proseguire nel cammino delle riforme ha avuto la meglio sull’atteggiamento strumentale assunto dalle minoranze in aula.
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La riflessione di Ivo Rossi. L’alta velocità delle parole e il binario morto delle opere

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E' dal 1990 che i progetti e la discussione sull'alta velocità si arricchiscono di nuovi capitoli, mentre le opere sono su un desolante binario morto. Ora, a imprimere una nuova contorsione, arriva una stravagante proposta di collocare la stazione Alta Velocità a San Lazzaro, spostando in un eterno domani il momento delle decisioni condivise. L'ha comunicato Zaia all'assemblea degli industriali informandoli di aver finanziato uno studio di fattibilità per una spesa di 50 mila euro. E così riparte il circo della chiacchiera infinita, delle discussioni a vuoto senza conseguire risultati e tanto meno opere. C'è una ragione, fra le altre, che probabilmente spiega perché l'ultimo anno questa sia diventata la regola: i protagonisti provengono tutti da fuori città, con questa hanno poca dimestichezza, poco sanno di Padova e dell'idea di futuro che la città ha via via sviluppato, e dunque obbligano il mondo a fermarsi, a ripartire da zero, perdendo tempo, soldi, opportunità, energie preziose ed allontanando investitori seri che hanno bisogno di certezze e non di continui cambi di rotta.
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E Sinigaglia mette sott’accusa Zaia: «Riforma delle Ipab, occasione persa».

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Mattino di Padova 12 febbraio 2015 - «La mancata riforma delle Ipab (Istituti pubblici di assistenza e beneficenza) è una delle grandi incompiute della legislatura di Zaia». Claudio Sinigaglia, vicepresidente della Commissione Sanità a palazzo Ferro-Fini, entra nella polemica che sta imperversando sull’Ira - Alta Vita, Istituzioni riunite di assistenza: «Quando era assessore regionale Sernagiotto, avevamo lavorato a una riforma bipartisan, ma a un certo punto questa è stata abbandonata al suo destino e gli interventi si sono limitati ad aggiustare qualche articolo» spiega il consigliere regionale del Partito democratico «tra i nuovi punti di forza del provvedimento, c’era anche la volontà di rendere indipendenti le nomine dei Consigli di amministrazione, slegandoli dalla politica. Invece, Massimo Bitonci, come già fatto in altri casi da quando è stato eletto, vuolte utilizzare posti importanti, dove servirebbero persone capaci e con esperienze precise, per trovare collocazione a quei candidati che alle elezioni non sono stati eletti. Ma così non va bene: non si può far finire tutto nel tritacarne della politica. È squalificante: stiamo parlando di enti che hanno ruoli fondamentali nella vita delle persone, per cui servono professionalità precise». Quanto all’indagine del Servizio ispettivo, conferma: «L’ha voluta Zaia, ma mi risulta che non stia emergendo nulla di significativo - prosegue ancora - ci sono mutui per investimenti fatti anni fa, dal Salvagnini di Abano al Bolis di Selvazzano, che vanno recuperati, ma sono cose note che risalgono a molto tempo addietro».

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