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Pd, Zampieri sferza il partito «Basta inseguire il sindaco, critiche sulle scelte decisive»

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Corriere del Veneto 31 agosto 2014 - «La campagna elettorale è finita da un pezzo. Lo ricordo a Massimo Bitonci, al quale, se ne fosse in grado, spetterebbe il compito di amministrare una città grande e complessa come la nostra. E lo ricordo pure al mio partito e, in generale, all’intero centrosinistra: non è facile, dopo aver governato Padova per 10 anni trovarsi all’opposizione, però smettiamola di cascare nelle provocazioni ideologiche del sindaco e cominciamo a stanarlo su questioni più alte e concrete». Proprio all’inizio della consueta festa provinciale del Partito Democratico (questa sera, nell’area del Gran Teatro Geox in corso Australia, l’arrivo del sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa), l’ex assessore comunale Umberto Zampieri, oggi capogruppo del Pd a Palazzo Moroni, prova a ricompattare i suoi: «Spero davvero che queste due settimane di festa servano anche per cercare e trovare tutti assieme la maniera più giusta ed efficace in cui fare opposizione ad un sindaco come Bitonci. Il quale, bisogna ammetterlo, è molto abile nel dettare l’agenda mediatica e quindi nel condurre il dibattito dove meglio gli conviene». Consigliere, quando parla di «provocazioni ideologiche», a cosa si riferisce? «Prendiamo, ad esempio, la linea dura annunciata dal sindaco verso gli accattoni. Mi è già capitato di affermare, differenziandomi in questo da molti miei colleghi di partito, che combattere la povertà non equivale a difendere il diritto di mendicare e che dunque certe misure promesse da Bitonci possono essere condivisibili. Però inviterei lo stesso Bitonci a passare dalle parole ai fatti: da una decina di giorni, assistiamo soltanto a proclami e dichiarazioni roboanti». Quale sarebbe, a suo parere, «la maniera più giusta ed efficace in cui fare opposizione» a Bitonci? «Come ho già detto, bisognerebbe evitare di cadere nei suoi tranelli e dunque non ribattere più di tanto alle sue crociate: così facendo il clamore mediatico di certi fenomeni cesserebbe nel giro di pochi giorni. Bitonci andrebbe attaccato con forza nel merito di quelle scelte che rischiano di paralizzare la nostra città: in questo senso, i “no” al nuovo ospedale e alla seconda linea di tram e l’intenzione di riportare il traffico privato su piazzale Stazione mi preoccupano molto»
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DON ALBINO UNA RISORSA CON CUI COLLABORARE

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Don Albino Bizzotto è sempre stato un prete di frontiera e con la sua radicalità mette in crisi credenti e non testimoniando in prima persona una totale condivisione con i poveri e portando avanti i temi della pace del dialogo e della nonviolenza. Non tutti sono d accordo col suo stile che definirei profetico. Ma un uomo che vive accanto alle più estreme marginalità e ai peggiori drammi della nostra società è un problema o una risorsa per una città ? In questi anni nel rispetto delle competenze si è cercato di collaborare con don Albino e con tanti altri testimoni di una solidarietà che cerca di vedere oltre il problema della marginalità la persona e la storia che ci sta dietro. È certamente più facile nascondere o reprimere questi fenomeni; più complesso cercare con pazienza ma anche con determinazione di sviluppare politiche per far evolvere, promuovere, integrare queste persone con grave disagio sociale e/o economico.
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LA POLITICA DEL NO E DELLA CONTRAPPOSIZIONE PORTA SOLO DANNI AI PADOVANI

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Mattino di Padova 20 Agosto 2014 - Consiglio all'assessore Grigoletto, letta la sua intervista di oggi sul Mattino riguardante il nuovo ospedale, di leggere attentamente tutta la documentazione pubblicata online dalla Regione Veneto (che non è governata dal centrosinistra, almeno per ora) che dimostra in modo chiaro che realizzare il nuovo ospedale sul vecchio sito non è razionale ed è profondamente antieconomico; ed è il motivo per cui gli stessi colleghi di partito di Forza Italia di Grigoletto insieme a Lega, NCD e PD hanno votato una mozione super partes in Regione proprio x scartare l'ipotesi che Grigoletto difende arrampicandosi sugli specchi e proponendo tesi che sono già state tecnicamente scartate. Non capisco perché sul nuovo ospedale si debba fare una ottusa battaglia ideologica senza senso e col solo danno per i cittadini padovani; prevalga la saggezza di una soluzione già trovata e già condivisa da tutte le istituzioni poco tempo fa (Padova Ovest); perché la pessima abitudine di ripartire ad ogni cambio di amministrazione come se si fosse al punto zero?
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Futura, la festa Pd al Geox con la star Bregovic

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Mattino di Padova 2 agosto 2014 - Sarà Goran Bregovic a chiudere “Futura”, la festa dell’Unità che quest’anno si svolgerà negli spazi del Gran Teatro Geox in corso Australia. Con le elezioni regionali alle porte il Pd padovano cerca la rivincita e diventare il punto di riferimento per il Veneto. «Qualcuno ha insinuato che spostarsi da Prato della Valle al Geox significa ridimensionare la festa, mentre è esattamente il contrario - dichiara Massimo Bettin, segretario provinciale del Pd - .I nuovi spazi ci permetteranno di puntare ai livelli emiliani, e di ospitare eventi musicali, dibattiti politici e tantissime iniziative che invece i limiti di Prato della Valle non ci avrebbero consentito. Il messaggio che vogliamo lanciare è chiaro: siamo consapevoli che c’è bisogno dell’alternanza, ma noi non ci fermiamo. Anzi, rilanciamo». Futura 2014 partirà il 30 agosto e terminerà il 15 settembre. Il calendario è in corso d’opera ma il Pd sembra voglia fare le cose in grande. Dagli spazi culturali dedicati ai libri, alle mostre d’arte e di fumetti, ai dibattiti politici, alla grande musica, sempre tutto accompagnato da buon cibo. «Avremo offerte di ristorazione di ogni tipo e di qualità, dalla carne al pesce, dalle piadine romagnole, alla pizza, ai piatti etnici, cucina veneta e avremo anche i menù vegani e vegetariani» ha rivelato Bettin. Non ci sarà con ogni probabilità il premier Matteo Renzi, anche se è stato invitato, ma ci sarà Pierluigi Bersani. E poi il ministro dell’ambiente Andrea Orlando, il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini, Debora Serracchiani, Susanna Camusso, Alessandra Moretti, Claudio Ruffini, l’eurodeputata Simona Bonafè e, ovviamente, Flavio Zanonato.

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