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Padova

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Il presidente del Consiglio Renzi alla Camera in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre

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Signora Presidente, onorevoli deputate e onorevoli deputati, il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre segna l'ultimo Consiglio europeo presieduto da Herman Van Rompuy e l'ultimo Consiglio europeo con la Commissione guidata dal Presidente Barroso. Nel primo caso si tratta di terminare un percorso durato cinque anni, nel secondo caso si tratta di mettere la parola fine ad un'esperienza decennale. Dunque, si tratta dell'ultimo Consiglio europeo di una stagione ricca, impegnativa e difficile, che ha attraversato turbolenze e momenti di difficoltà ma che conclude un percorso. Oggi, questa mattina, il Parlamento europeo ha votato l'assenso, la fiducia alla nuova Commissione che quindi entrerà in carica a partire dal 1o novembre e questo comporta, nell'illustrazione degli argomenti e dei contenuti del Consiglio di domani e dopodomani, una difficoltà, nel senso che naturalmente e fisiologicamente i temi oggetto del dibattito sono molto rilevanti e importanti, dalla situazione economica alle questioni internazionali, pure toccate in modo non pieno come accaduto in passato, fino alla grande questione climatica ed energetica, ma lo faremo con soggetti che tra qualche settimana avranno visto terminato il proprio compito. Questo è l'elemento di difficoltà nel quale noi ci troviamo a operare. Faccio semplicemente un esempio, per essere meno astratto: è del tutto evidente che il lancio del tema dei 300 miliardi di euro di investimenti che per noi, per il Governo italiano, per la Presidenza italiana costituiscono un grande elemento di novità e di rilevante impegno da parte delle istituzioni europee, sta nel draft di conclusioni che noi abbiamo visto e che sarà approvato nel corso della giornata di venerdì, ma è del tutto evidente che la definizione e declinazione di questi 300 miliardi di investimenti sono al momento assenti dal dibattito fintanto che il Presidente della Commissione Juncker non avrà preso il proprio incarico a tempo pieno. Dunque, possiamo limitarci a inserire, come abbiamo fatto, l'espressione «addizionali» – si tratta di 300 miliardi di euro addizionali rispetto alle spese che già vengono fatte in investimenti da parte delle istituzioni europee – ma non siamo ancora nelle condizioni di poter declinare questi denari. Ecco l'elemento di difficoltà che abbiamo in questo Consiglio europeo.
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200 esuberi al Billa: PD fianco dei lavoratori

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Mattino di Padova 23 ottobre 2014 - Il caso "Billa" sbarca a Roma e il sindaco di Carmignano, Alessandro Bolis, chiede l'apertura di un tavolo istituzionale urgente per la salvaguardia dei 200 lavoratori che rischiano il licenziamento. Come aveva annunciato, il primo cittadino di Carmignano ha inviato ieri mattina una lettera «ai vertici aziendali di Conad e di Billa, a sindacati regionali e rsu, al governatore del Veneto Luca Zaia, all'assessore regionale Elena Donazzan e al neopresidente della Provincia Enoch Soranzo», spiega. «A tutti loro chiedo urgentemente la convocazione di un tavolo istituzionale per capire quale sarà il futuro delle famiglie delle centinaia di addetti che attualmente lavorano per il Billa di Carmignano di Brenta, ora acquisito da Conad. Fino ad ora non ho avuto il piacere di parlare con nessuna delle parti sociali. Ora, alla luce degli annunciati esuberi, credo sia opportuno metterci tutti intorno a un tavolo e fare davvero chiarezza sulla vicenda. Ricordo che il polo logistico, che si affaccia sulla sr 53 Postumia, occupa non solo parecchi miei concittadini carmignanesi, ma anche residenti di almeno otto comuni dell'Alta Padovana. Per questo chiedo la collaborazione dei miei colleghi sindaci: l'emergenza lavorativa riguarda tutto il territorio». Sono tanti i politici, di ogni schieramento, che in queste ore si stanno mobilitando per fare in modo che i 200 esuberi previsti non vengano confermati dalla nuova proprietà.
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I giovani Pd: «Siamo tutti con la Moretti»

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Mattino di Padova 22 ottobre 2014 - Alessandra Moretti scioglierà la riserva sulla sua candidatura sabato, dopo aver incontrato Matteo Renzi alla Leopolda di Firenze. L’eurodeputata vuole l’investitura ufficiale del premier che deve annunciare: la candidata del Pd alle primarie per le regionali 2015 in Veneto è Alessandra Moretti. Questione di giorni, per capire anche come reagirà Simonetta Rubinato, la deputata trevigiana che ieri ha ribadito l’intenzione di candidarsi alle primarie del 14 dicembre: per me bastano le 4 mila firme, ogni altra regola è una violazione della democrazia, ha detto Rubinato. Ieri, intanto, 120 giovani dirigenti del Pd sono scesi in campo per sollecitare la candidatura della Moretti. «Siamo giovani amministratori, sindaci, assessori, consiglieri comunali, segretari provinciali e di circolo: abbiamo a cuore le sorti del Veneto, la regione in cui siamo nati e cresciuti. Vent'anni ininterrotti di governo di Lega e centrodestra ci lasciano una regione ferita, senza prospettive: senza futuro. Siamo convinti che questo territorio abbia bisogno di un nuovo slancio e chi ha amministrato questa Regione negli ultimi decenni non lo può dare. La nostra chance ha un nome e un cognome: Alessandra Moretti» è scritto nel documento. «Davanti a un obiettivo come questo è necessario mettere da parte divisioni e provenienze: solo uniti possiamo vincere. Crediamo che Alessandra Moretti» prosegue l'appello, «sia la persona giusta per vincere questa sfida e per poi governare la Regione. Perché ha dimostrato alle ultime elezioni europee di saper intercettare il consenso di una grande parte del popolo veneto.

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