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Padova

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Lettera a Bitonci di Luciano Sguotti

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Caro signor Bitonci, lei non è il mio sindaco ma nutro rispetto per le persone e pertanto vorrei rivolgerle qualche nota di indirizzo in merito alla sua affermazione  “la gente ha paura ed è giusto che si difenda” ( 2 febbraio 2016 ) e sul fatto che abbia ottenuto il porto d'armi nonchè sulla esibizione pubblica di questa notizia. Il mondo di oggi è in fiamme, siamo circondati da un odio che vuole prendersi tutti gli spazi, se vince l'odio perderemo tutti! Ma come si fa ad arginarlo?  Non certo esibendo la forza e la paura come soluzioni. Serve più educazione, più virtù! Per la funzione pubblica del suo ufficio di sindaco ancora di più: trovo eticamente fuorviante questa comunicazione. Esiste una etica civile del pubblico amministratore che le sue parole hanno infranto. La vulnerabilità delle nostre città  inquieta ed interroga tutti:  ogni decisa scelta sulla sicurezza, e di chi se ne deve occupare, deve far parte della agenda pubblica ma  incitare ad armarsi questo no!! Questa comunicazione conduce ad una trappola mortale delle persone e delle comunità: nulla, nulla  giustifica il possesso di armi  private come mezzo di autodifesa! Nessun motivo di fronte alle fragilità che vediamo nelle nostre comunità autorizza questi comportamenti!! A volte penso a quali investimenti non solo materiali alimentano le opere del male ( armarsi è una opera del male) bensì quante intelligenze, denaro e idee vi si sprecano.
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Fracasso, Ruzzante e Sinigaglia: dovevano essere sette su base provinciale, ora la sanità è di serie A, B e C

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MATTINO DI PADOVA 31 GENNAIO 2016 - Il patto bipartisan Zaia-Moretti per la riforma della sanità veneta è durato il sogno della primavera elettorale 2015: sia il governatore della Lega che la leader dell’opposizione nei loro programmi hanno scritto che il Veneto va riformato con 7 Usl a dimensione provinciale, più le due Aziende Universitarie di Padova e Verona e lo Iov di Padova. Dieci top manager. Obiettivo: ridurre gli sprechi e migliorare la qualità della spesa che assorbe 8 miliardi di euro l’anno. Invece i 10 manager sono diventati dodici, con due Usl di troppo: «Quella di Bassano e quella del Veneto Orientale, che rispondono a logiche di potere interne della Lega e di FI e non a criteri di efficienza di gestione», accusano Stefano Fracasso, Piero Ruzzante e Claudio Sinigaglia, consiglieri regionali Pd, che annunciano le barricate nel consiglio straordinario di domani sulla sanità, convocato da Dem e Lista Tosi. La prima questione che Luca Zaia dovrà chiarire sta proprio nei numeri: a luglio ha depositato il pdl 23 sull’Azienda Zero che prevedeva 7 Usl provinciali, ma a fine dicembre è stato costretto a un clamoroso dietrofront.

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